Un'altra vittima, una giovinetta non ancor giunta ai quattro lustri!
in quell'età in cui la vita è bella di sogni e di speranza. Ohimè! la
poesia non dipinse un fiore calpestato da orma selvaggia, o spogliato
delle sue foglie dall'uragano, no non pinse un fiore sì bello che
ti somigliasse; il vergineo tuo petto fu aperto dalle baionette
svizzere, mentre senza alcun fallo genuflessa dimandavi il dono della
tua preziosa esistenza.... così gentile, con quel viso d'angelo, con
quelle mani giunte, col pallore d'una nuvoletta che si innalza, quali
belve non avresti fatte pietose? ma la ferocia immane dei satelliti
borbonici nei tuoi vezzi, nel tuo terrore trovarono novella esca alle
loro ire mostruose. Le tue vergini e soavi sembianze irritarono viepiù
i tuoi assassini, siccome la tua bell'anima contrastava con quei sozzi
scherani grondanti sangue: non ti valsero condizione e ricchezze,
innocenza e beltà: il tuo martirio fè tornare il tuo spirito fra gli
eletti ond'erasi dipartito.
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