I.

Morte di Tolomeo Evergete IIº (116). Roma eredita la Cirenaica (94).

Quistione cronologica. Quistione topografica.

Evergete moriva in sul principio del 116[300], e, mentre le rimanenti

contrade della sua monarchia passavano sotto la dominazione del

legittimo successore, Sotero IIº[301], la Cirenaica veniva ereditata

da un suo figliuolo naturale, Tolomeo Apione[302]. Questi moriva a

sua volta in un periodo di tempo, nel quale, come sembra, divampava

in Egitto una sanguinosa guerra civile, e, fatto singolare, Apione

morente, testava la Cirenaica al senato ed al popolo romano.

Doveva egli, stante la sua origine illegittima, essere guardato

di mal’occhio dalle due mogli dell’estinto Evergete, che, nudrendo

motivo di sospettare in lui un futuro competitore dei loro più giovani

figliuoli, ne avevano con probabilità ostacolato l’avvento al trono

di Cirene. Forse la sua presenza era del pari odiosa al monarca

d’Alessandria, e questo ed altro, che, non ostante il silenzio e

la confusione dei documenti e delle tradizioni di codesta età, è

moralmente lecito sospettare, avrà amareggiato l’animo del principe

e lo avrà eccitato a frantumare i dominî paterni, creando, in fin di

vita, erede della Cirenaica il popolo romano[303].

Circa questa fortunata eredità si aprono due questioni importantissime,

l’una concernente la data della medesima, l’altra il territorio

testato.

Mentre infatti Ossequente e, sulla di lui scorta, Cassiodoro, ci

avvisano che ciò accadde sotto il consolato di Cn. Domizio e C. Cassio,

cioè a dire al 96, Eutropio fa coincidere il fatto con la guerra

mitridatica, anzi col breve periodo della guerra cretica, (68-67)[304],

mentre la cronaca eusebio-ieroniana[305] menziona codesto lascito come

dell’anno terzo dell’Olimpiade 171, cioè del 94 a. C.

In mezzo a tante reciproche smentite, io credo che la citazione di

Eutropio, come del resto tutte le sue citazioni cronologiche, sia da

tenersi in grave sospetto, anzi da rigettarsi addirittura[306], e che

la citazione di Eusebio sia da preferirsi a quella di Ossequente, il

quale, non occupandosi _ex professo_ di storia, avrà mal calcolato

l’anno preciso dell’olimpiade, indicatoci dal primo. Semplificata

così la questione cronologica, ci si apre facile la via all’altra

topografica[307].

Noi abbiamo già fatto la debita distinzione fra Libia e Cirenaica[308].

Or bene, adesso Eutropio ci avverte che la Cirenaica, lasciata ai

Romani da Apione, comprendeva Tolemaide, Berenice e Cirene. Si può

sospettare quindi, e a ragione, ch’egli discorra della Cirenaica

propriamente detta, del tratto cioè più fertile della Libia, che

comprende appunto le succitate città e che costituisce una regione

ricca di frutteti, di corsi d’acqua, di valli, di olio, di vino, d’erbe

aromatiche, e, a tal uopo, dissodata dai secoli dall’opera incessante

dei suoi colonizzatori[309].

Ciò vengono a confermare Giustino, Eusebio, Sesto, Rufo e Ammiano

Marcellino, i quali ultimi aggiungono che il Tolomeo[310] lasciò a

Roma Cirene con la Pentapoli, col quale nome vengono infatti designate

Cirene e quattro altre città, che, con la medesima, avevano sempre

goduto piena autonomia amministrativa, (Tolemaide, Esperide, Apollonia

e Arsinoe)[311], e che erano appunto contenute nella Libia-Cirenaica.

Le relazioni politiche di Roma con l'Egitto dalle origini al 50 a. C. · 第 69 / 118 题