Scipione Emiliano in Egitto (135).
La seconda prova dei buoni accordi di Evergete col senato è un viaggio,
che, per incombenza del medesimo, Scipione Emiliano compiè nelle
province orientali di Asia, Grecia, Siria ed Egitto nel 135[295].
Componenti la commissione erano Spurio Mummio, Lucio Metello, e
Scipione Emiliano[296]. Quest’ultimo insieme con cinque domestici,
conduceva seco i filosofi Posidonio e Panezio[297]. Il ricevimento,
che al distruttore di Cartagine fece il popolo e la corte riescì
quant’altro mai imponente. Disceso dalla nave, Scipione si avanzò a
capo coperto finchè gli spettatori non vennero a pregarlo di scoprire
il suo volto; il principe confuse lui ed i compagni tra feste e
conviti. Se non che, i legati, più che di pompe e di banchetti, si
preoccuparono d’ispezionare il paese e la sua potenza economica e
militare. Si recarono perciò sino a Menfi, ad ammirare la bontà del
suolo, la densità della popolazione, le risorse militari ed agricole
del Nilo, la regione egregiamente fortificata. E là, rievocando con
l’immaginazione la loro patria, dovettero sentire quanta inferiorità
economica essa presentava al paragone dell’antica capitale dell’Egitto.
Da Alessandria passarono a Cipro[298], dove fu loro impossibile non
stupire di quei ben più grandiosi tesori naturali e industriali, che
tanto vi avevano legato gl’interessi dei Lagidi. Di tutto ciò dovettero
redigere un’accurata relazione al senato, e nell’enorme scarsità
di relazioni dettagliate e precise, questo soltanto, noi, riteniamo
essere lo scopo del viaggio, rammentando quanto ci sentimmo in diritto
di indurre dalle vicende, che accompagnarono l’avvento di Evergete
IIº al trono, e dalla precedente iscrizione di Delo. Ispezionare _de
visu_ le condizioni interne dell’Egitto, osservare l’atteggiamento
di quelle popolazioni verso la corte e la loro alleata d’oltre mare,
tener d’occhio l’opera dei romani posti dal governo alessandrino a capo
di quelle regioni, impartire loro gli opportuni consigli, ecco ciò
che interessava, ecco ciò per cui Scipione Emiliano doveva esservisi
soffermato[299].