L’Egitto in Oriente favorisce la politica romana. Uccisione di Antioco
Eupatore. Roma contro l’usurpatore. L’Egitto in favore del protetto da
Roma.
Dopo meno di un anno e mezzo di regno, Antioco Eupatore, assunto al
trono di Siria mercè l’opera diplomatica del senato, perdeva, per mano
del pretendente Demetrio Iº, la vita ed il regno (162). Con lui periva
il reggente pupillare, il senatore Gneo Ottavio[265]. Il nuovo principe
però, quello stesso, da cui Evergete aveva ricevuto promesse di aiuto e
di ospitalità nel suo primo viaggio a Roma, si riconciliava tosto col
senato, inviando un’ambasceria destinata a recare doni cospicui e a
consegnare l’assassino medesimo di Ottavio[266].
Ma l’offesa patita era troppo grave perchè quel consiglio avesse potuto
accordare sinceramente il proprio perdono o la propria amicizia, e, non
ostante i resultati, in apparenza favorevoli di tale ambasceria, bastò
di lì a poco l’arrivo di Alessandro Bala, figlio, non si sa bene se
reale o sedicente, di Antioco Epifane, perchè il senato gli accordasse
la chiesta restituzione del retaggio paterno[267].
Poichè quella Roma, che aveva umiliato la Siria al rango di potenza di
quarto ordine, poichè Roma, lo stato più autorevole dell’occidente,
era con lui, non restava ad Alessandro che procurarsi un esercito
e l’alleanza delle potenze orientali. E così fu fatto. Dopo dodici
anni di regno, Demetrio perdeva la vita, in seguito ad una battaglia
campale combattuta contro Alessandro in coalizione coi rimanenti re
asiatici[268] (152-1). Tra costoro primeggiava Tolomeo Filometore[269],
suocero fra breve del nuovo monarca di Siria[270].
Questo il primo atto di condiscendenza alla politica romana, compiuto
dalla corte d’Egitto dopo la rottura con la medesima[271]. Avremo di
meglio negli anni successivi.