Ragioni della simpatia del senato verso Evergete.
Quali erano stati intanto i motivi della strana simpatia del senato
verso Evergete, anche a costo di mettersi, in mezzo a tanti frangenti,
in aperta rottura con la corte alessandrina? «La guerra civile legava
sempre più l’Egitto a Roma, che veniva così dispensata dalla necessità
di vigilare su quella regione o di tentarvi la sorte delle armi. Perciò
la condotta di quest’ultima è completamente determinata dal carattere
dei due fratelli. Era nell’interesse di Roma di sostenervi il più
dispregiabile contro il più fornito di abilità politiche»[263], e, come
tale, la scelta non poteva essere dubbia. A troppo chiare note avea
Roma dovuto sperimentare i pregi diplomatici di Filometore al confronto
dell’egoismo ignorante del fratello, che in altre condizioni sarebbe
potuto riescire fatale all’Egitto, per non propendere verso il secondo.
Quest’ultimo non faceva che iniziare una politica, i cui frutti
avrebbero a loro agio maturato nell’avvenire, forse sino condurre
Roma al punto di tentare, con mani non sue, l’agognata e definitiva
conquista dell’Egitto, e, in così rosea speranza, non era male eccitare
con tutti i mezzi, di cui si poteva disporre, chi altro non avrebbe
fatto se non disimpegnarne le prime operazioni[264]. Ma, se tale fu la
politica del senato, la corte alessandrina, dopo l’unico succitato atto
di resistenza, non avendo potuto scongiurare l’odio di Roma, cercò,
come vedremo, d’interpetrare ed esaudire i minimi ed i più taciti fra i
suoi voleri.