I.

Tutela romana su Tolomeo Filometore?

La morte di Tolomeo Epifane (180)[206] lasciava la corona d’Egitto in

balia della moglie Cleopatra, la figliuola di Antioco di Siria, che,

in quell’anno medesimo faceva succedere al trono l’erede immediato,

il giovane Tolomeo Filometore, il più adulto tra i figliuoli

sopravvissuti. Questi, ancor minorenne, fu posto, sotto la reggenza

della madre, e, alla morte della medesima, sotto quella dell’eunuco

Euleo e del siro Leneo[207], argomento bastevole ad escludere la

possibilità di una reggenza romana, alla quale ipotesi sono ricorsi

coloro, che, non potendo riferire a Tolomeo Vº la notizia di Valerio

Massimo e di Giustino, da noi precedentemente citata[208], hanno

creduto di trovarvi indicato Tolomeo VIº.

Così opina infatti il Pighius[209] basandosi sulla circostanza

che tanto Valerio Massimo (VI, 6), quanto la moneta romana, che a

tale tutela si riferisce, ci presentano M. Emilio Lepido rivestito

della dignità di pontefice massimo, ch’egli ottenne solo al 180 a.

C.[210]. Se non che la sua opinione urta contro gravi difficoltà: 1)

tutori, infatti di Tolomeo VIº ci sono dalle fonti esibiti unicamente

Cleopatra, Euleo e Leneo: 2) Lepido, _P. M._, non poteva trovarsi

in Egitto poichè Livio riporta al 131 a. C. il caso del primo

allontanamento di un _P. M._ da Roma[211]; 3) Giustino spiega la

ragione della tutela con il pericolo imminente di un’invasione macedone

e siriaca, ma le possibilità ne erano ormai lontane nel 180 a. C.[212].

Scartata quindi nuovamente l’ipotesi di una tutela romana sui figli di

Tolomeo Epifane, è da lasciare, ancora per parecchi anni, a ciascuno

dei due stati, romano ed egizio, la piena responsabilità delle proprie

azioni.

Le relazioni politiche di Roma con l'Egitto dalle origini al 50 a. C. · 第 39 / 118 题