Ragioni del contegno egoistico di Roma.
Quali poterono essere le ragioni, che in quel tempo fecero i Romani,
tanto prodighi verso i minuscoli loro alleati della guerra siriaca,
quanto indelicati e non curanti verso l’Egitto?
Il giorno, in cui Roma si era immischiata negli affari d’Oriente, avea
dovuto persuadersi come per consolidarvi intera la propria signoria
non doveva che comportarsi così come aveva fatto per l’Occidente,
disfacendosi di tutti quegli stati, che sin d’allora avevano avuto
influenza decisiva nelle contese diplomatiche di quelle regioni.
Così aveva fatto dapprima con Filippo, e poi con Antioco. E, quando
l’umiliazione della Siria fu un fatto compiuto, il senato dovè
constatare come oramai non rimaneva che dare il benservito all’impero
dei Lagidi.
A tal uopo non erano occorsi pretesti plausibili, nè, data l’astuta
politica dei Tolomei, era previdibile che ne occorressero.
Poichè quindi non si poteva adoperare la forza, faceva d’uopo
l’assottigliamento tacito e inconsapevole della potenza avversaria. La
fortuna vi aveva provveduto con le due recenti guerre di Macedonia e
di Siria, ed il senato romano si era ripromesso di non avere nulla a
rimproverarsi.