I.

Roma, l’Egitto, la Macedonia e la Siria.

La politica internazionale dei vari stati, guardata attraverso le

teoriche della nostra morale privata, apparisce come un tessuto

di finissima ipocrisia, una rete di azioni ispirate soltanto al

conseguimento della propria supremazia, a raggiungere la quale non

v’è finzione, non prepotenza, non tranello, non menzogna che valga a

suscitare il rossore.

Tale generica impressione può da pochi esempi ricevere illustrazione

pari a quella, che di essa ci offrono le relazioni politiche di Roma

con l’Egitto nel IIIº secolo, e, peggio ancora, nel IIº.

Sin’ora noi abbiamo potuto notare come reciproco sia stato per le

due nazioni il bisogno dell’amicizia e dell’alleanza. Se la corte di

Alessandria aveva avuto interesse di possedere un alleato, che pel

momento molestasse Cartagine e ne abbassasse la supremazia marittima,

militare e commerciale, un alleato, che, in evenienze prossime a

prevedere, avesse saputo fare le sue veci contro le eterne rivali

dell’Egitto, la Siria e la Macedonia, il senato romano non aveva, dal

canto suo, trascurato di tenersi amico il fiorente regno dei Lagidi,

sia contro i presenti nemici dell’Africa, sia contro i futuri di Grecia

e d’Oriente.

Così i Tolomei hanno favorito ed aiutato Roma, non ostante la loro

parentela col re d’Epiro ed i recenti trattati con Cartagine, come

Roma senza mai scomodarsi, ha esibito a sua volta il suo ausilio e i

suoi ringraziamenti, e le ambascerie egizio-romane si sono incrociate

cortesemente a vicenda. Adesso però che Roma avea le mani libere da

Cartagine, più che mai poteva considerare giunta l’ora di tirare le

somme delle sue platoniche dimostrazioni di amicizia, e l’enormità di

ciò che il senato romano preparava era tale da farlo, insieme con la

posteriore storiografia, ricorrere ad una pietosa menzogna, la quale

non sarà vergine di eredità.

Le relazioni politiche di Roma con l'Egitto dalle origini al 50 a. C. · 第 19 / 118 题