XI.

Rinnovamento dell’alleanza egizio-romana dopo la guerra annibalica e

preparativi per l’avvenire (201).

Il secolo IIIº si chiude con un nuova dimostrazione di amicizia,

un’ambasceria romana alla corte di Alessandria, posteriore di un anno

alla vittoria di Zama, che doveva riescire foriera di nuovi eventi

nella storia di Roma e dell’Oriente.

Allora infatti, conchiusa la pace con Cartagine, al nuovo re Tolomeo

Vº Epifane, già salito al trono al 205, furono spediti ambasciatori

M. Emilio Lepido, C. Claudio Nerone e P. Sempronio Tuditano. Triplice

era lo scopo dell’ambasceria: annunziare alla corte di Alessandria

la vittoria su Cartagine e la relativa conclusione della pace,

ringraziarla della neutralità serbata, o di ciò almeno, che il senato

voleva far le viste di considerare come tale; e, al tempo stesso,

(questo era lo scopo principale dell’ambasceria), chiedere eguale

amicizia nell’eventualità, che Roma «_coacta iniuriis_», avesse dovuto

imprendere guerra con la Macedonia[98].

Quali sottintesi e quali precedenti fossero impliciti in quest’ultimo

comma diremo nel prossimo capitolo, poichè i fatti, che ne derivarono,

ebbero a svolgersi tutti nel secolo seguente.

Le relazioni politiche di Roma con l'Egitto dalle origini al 50 a. C. · 第 17 / 118 题