Chi tardi fa i suoi lavori tardi
raccoglie i suoi liquori.
1. =Maraschino casalingo.= — Versate sui noccioli delle amarasche e
sugli avanzi della loro polpa (vedi pag. 166 «Sciroppo d’amarasche»)
due litri di buona acquavite. Scuotete spesso la boccia e in capo a 4-5
mesi filtrate il liquido da un pannolino. Potete aggiungervi anche un
po’ di cannella e di garofani.
2. =Rosolio di vaniglia.= — Mescolate 1/2 litro di buon latte con 1/2
litro di spirito di vino, mettetevi in fusione un guscio di vaniglia
e 500 gr. di zucchero che avrete sciolto al fuoco con 1/2 litro
d’acqua e bene freddato, più la scorza gialla di mezzo limone; dopo
tre giorni passate il rosolio da una carta da filtro. Essa si trova
nelle cartolerie, si taglia a quadrati, si piega a guisa di cartoccio
e s’introduce in un imbuto collocato nel collo d’una bottiglia. Il
liquore da filtrarsi si versa molto adagio nella carta donde esso
passerà a goccia a goccia entro la bottiglia. Se la filtrazione si
sospendesse converrebbe rinnovare la carta.
3. =Rosolio di menta.= — Procuratevi in drogheria 8 gr. d’essenza di
menta _finissima_ e mettetela in fusione in 1/2 litro di spirito. Il
giorno seguente sciogliete al fuoco chilogr. uno di zucchero in un
litro d’acqua finchè comincia a essere denso, senza però mutar colore
(durante la cottura pulirete con una penna gli orli della padella).
Quando questo sciroppo è freddato, unitelo allo spirito e filtratelo
come il rosolio di vaniglia.
4. =Rosolio di limone.= — Mettete in fusione in 1/2 litro d’acquavite
buona la scorza gialla tagliata finissima di 3 limoni. Sciogliete al
fuoco 500 gr. di zucchero in un litro d’acqua, quand’esso è ridotto
a sciroppo piuttosto denso (non deve però filare, cioè quando vi
s’immerge la schiumarola e vi si soffia sopra non si devono scorgere
fili sottilissimi partirsi dalla stessa), versatevi l’acquavite e
mettete il recipiente, ben coperto, in disparte sul fornello, badando
che si mantenga molto caldo senza bollire. In capo ad un’ora filtratelo
come il rosolio di vaniglia. Lo sciroppo va pulito con una penna come
nella ricetta precedente.
Dove non vedi non ci metter le mani.
5. =Rosolio d’arancio.= — Scegliete 3 begli aranci dalla scorza
grossa rugosa e di color giallo oro, lavateli e guarniteli ciascuno
con 6 chiodi di garofano. Pestate pure una noce moscata e mettete in
fusione quest’ingredienti in litri 1 1/3 d’acquavite unendovi
pure 250 gr. di zucchero. Scuotete ogni giorno il composto. In capo
ad una settimana, cuocete altri 250 gr. di zucchero con un piccolo
bicchiere d’acqua finchè prende un bel color d’oro, diluitelo con poca
acqua calda, levatelo dal fuoco e versatelo entro l’acquavite che poi
filtrerete, prima da un pannolino e poi dalla carta, come il rosolio di
vaniglia.
6. =Rosolio o acqua di cedro.= — Procuratevi un cedro di media
grandezza, levatene via la buccia e mettetela 48 ore in fusione in 1/2
litro di spirito, sciroppate quindi (come indica la ricetta N.º 2) 500
gr. di zucchero con un bicchiere d’acqua, quand’è denso aggiungetevi
un altro bicchiere d’acqua, cuocendolo ancora qualche minuto, poi
versatelo bollente entro lo spirito. Filtrate quindi come il rosolio di
vaniglia.
7. =Rosolio di noci (nocino).= — Raccogliete N.º 39 noci quando sono
ancora verdi, cioè col mallo e così morbide che si possano passare
da parte a parte con uno spillo, tagliatele in minuti pezzettini e
mettetele in fusione in litri uno d’acquavite con 5 chiodi di garofano,
e 3 pezzetti di cannella della regina, collocando quindi la bottiglia
al sole o in un luogo caldo e scuotendola ogni giorno. Trascorse 5
settimane circa aggiungetevi 600 gr. di zucchero pesto, e in capo ad
altre due settimane filtrate il liquore da un pannolino fitto.
Ogni bello alfine svanisce Ma la
fama mai perisce.
8. =Ratafià di noccioli.= — I noccioli delle frutta si prestano
quasi tutti a fare liquori casalinghi, specie quelli delle susine nere,
coltivate, e quelli delle susinette selvatiche, cioè dei _prugnoli_ di
siepe. Di quelli di ciliegia ci siamo già occupati nel maraschino. Essi
si possono anche mescolare con quelli di susina in parti eguali.
I noccioli di pesca danno un liquore calmante del quale non si deve
fare abuso.
Per un bicchiere di noccioli finamente pestati prendete litri uno
d’acquavite. Uniteli in una bottiglia e collocateli al sole. Trascorse
6 settimane circa aggiungetevi un po’ di sciroppo di zucchero preparato
come indica la ricetta N.º 2 e filtrate dalla carta pure a norma di
essa. Lo sciroppo, volendo, si può omettere.
Questo stesso liquore si fa anche colle sole mandorle, ma riesce meno
buono.
Alle mandorle di pesca si può aggiungere la buccia fina d’un limone, 2
gr. di cannella, 1 gr. di _macis_ e 1 di noce moscata. In questo caso
il liquore si chiama «Persichino».
9. =Mistrà.= — Versate in 1/2 litro di spirito 1 gr. d’essenza d’anici,
1 gr. d’essenza di finocchio, 1 gr. d’essenza di comino. Il domani
sciroppate (vedi N.º 2) 200 gr. di zucchero con un bicchiere d’acqua:
freddato che sia, unitelo allo spirito e filtrate il liquore a norma
della ricetta N.º 2.
Amaro tienlo caro.
10. =Amaro.= — Mettete in fusione in litri 1 d’acquavite, 3 gr.
di corteccia di china, 2 gr. di legno quassio, 12 gr. di radice di
genziana, 3 gr. di cannella fina, 1 gr. di garofani, una noce moscata
(piccola) grattata, la scorza tagliata fina di un piccolo limone e di
un grosso arancio e 3 fogliette d’assenzio. Collocate il composto al
sole o in luogo caldo e, in capo a 4-5 settimane, passate il liquido da
un pannolino e unitevi 250 gr. di zucchero sciroppato con un bicchier
d’acqua secondo le regole indicate al N.º 2. Filtrate pure a norma
della stessa ricetta.
11. =Vino chinato.= — Mettete in fusione 35 gr. di corteccia di china
calissaia in un piccolo bicchiere d’acquavite. Trascorsi 2-3 giorni
aggiungetevi un litro abbondante di buon vino nero. Lasciate una
settimana ancora in fusione, poi filtrate come indica il N.º 2.