GLI SCIROPPI.

Chi non comincia non finisce.

1. =Sciroppo di amarasche.= — Procuratevi 4 chilogr. di amarasche

genuine e 6 chilogr. di zucchero in pane. Levate i gambi alle ciliege,

lavatele e mettetele da parte. Cuocete con 3 litri d’acqua lo zucchero

ridotto a pezzetti, badando di non dimenarlo ma di levar via con una

penna bagnata la schiuma impura che si forma alla superficie. Quando

vi appaiono bolle grosse e compatte unitevi le amarasche, fatevele

sobbollire parecchie volte, poi levate lo sciroppo dal fuoco e, prima

di riporlo nelle bottiglie, lasciatelo giacere tre giorni in una

catinella. Questo è il sistema più semplice.

_Oppure:_ Sopprimete i gambi di 4 chilogr. di amarasche, levatene pure

i noccioli e questi metteteli da parte, badando che non si disperda

il sugo delle frutta. Pigiate la polpa e mettetela su uno staccio a

scolare, raccogliendo tutto il liquido in una catinella che avrete

pesata. Unite ai noccioli i pochi avanzi che vi restano nello staccio.

Pesate di bel nuovo la catinella (se non possedete una bilancia potete

ricorrere al droghiere) per farvi un’idea esatta di quanto pesa il

liquido a ciò vi possiate procurare un peso eguale di zucchero. Versate

il sugo in un paiolo di rame non stagnato, e fatelo bollire un quarto

d’ora; trascorso questo tempo unitevi lo zucchero che avrete ridotto

a minuti pezzettini, lasciate cuocere molto adagio il composto,

schiumandolo diligentemente con un ramaiolino forato e badando di

raccogliere le impurità dello zucchero che si radunano sulle pareti

del paiolo. Appena il composto cessa di dare schiuma versatelo in

una catinella e, freddo che sia, riponetelo in bottiglie che turerete

soltanto dopo 3-4 giorni per conservarle in luogo fresco e asciutto.

Se bramaste aggiungere allo sciroppo qualche ciliegia non avreste che a

metterne da parte 200 o 300 gr. (le più belle) lasciandole intere, che

s’intende. Queste ciliege le fareste poi sobbollire 3-4 minuti nello

sciroppo prima di riporlo. Ricordate però che vi necessita aggiungere

allo zucchero anche il peso delle ciliege intere.

Se non aveste le amarasche a vostra disposizione, vi converrebbe

sostituirle con buone ciliege nere duracine ma sugose. In questo caso

farete sobbollire collo sciroppo una manata di noccioli di ciliegia

pestati con 8-10 mandorle di pesca e ben raccolte in un sacchettino di

velo, chiuso con un filo.

Coi noccioli e cogli avanzi delle amarasche si fa il maraschino (vedi

più sotto «Liquori»).

Chi tardi vuol non vuole.

2. =Sciroppo di ribes.= — Procuratevi 4 chilogr. di ribes rosso ben

maturo, sgranate tutti i grappoletti con una forchetta e pigiate

fortemente i grani in una scodella, collocateli quindi in uno staccio

(badate che la tela non dev’essere nè di rame nè di ottone) e lasciate

colare il sugo una notte intera. Il giorno appresso comprimete il

ribes a ciò ne esca ancora quel po’ di liquido che vi fosse rimasto

e pesate questo sugo come dicemmo nella precedente ricetta. Prendete

egual peso di zucchero, tagliatelo a pezzi, bagnatelo coll’acqua (un

bicchiere per ogni chilogrammo di zucchero) e mettetelo al fuoco in un

paiolo di rame non stagnato. (Lo stagno altera il colore delle frutta).

Guardatevi dal dimenarlo mentre cuoce, abbiate cura soltanto di levar

via, con una penna di volatile bagnata, i rifiuti della bollitura che

vengono a galla e si fermano contro le pareti del recipiente. Quando

sulla superficie del liquido appaiono molte bolle grosse e dense

le une vicine alle altre, versatevi il sugo di ribes, rallentate il

fuoco, schiumate il composto con diligenza come dice la precedente

ricetta e, appena cessa la schiuma, riponetelo servendovi delle regole

sopraindicate.

3. =Sciroppo di lamponi.= — Ben puliti che abbiate i lamponi, pigiateli

fortemente in una catinella e riponeteli per due o tre giorni in

cantina. Passate quindi il sugo da uno staccio, premendo un poco sulle

frutta, procedete poi esattamente come nella precedente ricetta.

4. =Acetosa di lamponi.= — Fate cuocere chilogr. 1 1/2 di zucchero

con un bicchiere e mezzo d’acqua finchè fa le bolle grosse come nella

ricetta di «Sciroppo di ribes», unitevi 2 bicchieri di sugo di lamponi

che avrete ottenuto a norma della ricetta N.º 3 e 2 bicchieri d’aceto

forte di vino nero, mescolate bene, lasciate bollire un paio di minuti

e riponete.

5. =Acetosa di ribes e di lamponi.= — Come la precedente prendendo

metà ribes e metà lamponi. S’intende che l’acetosa si può fare anche

col ribes solo, ma riesce meno buona. Se si trattasse di ribes bianco

converrebbe prendere anche l’aceto bianco. Il sugo di ribes si può

spremere anche a traverso un sacchetto di tela.

Misura tre volte e taglia una.

6. =Sciroppo di mirtilli.= — Questo sciroppo non è molto gustoso ma

altrettanto ricercato quale astringente per i bambini. I mirtilli

contengono difatti molto tannino. Procuratevi 3-4 chilogr. di mirtilli

(giasene, cesarelle), lavateli bene, metteteli in una pentola di terra

e questa in un recipiente pieno d’acqua che manterrete a continuo

bollore finchè il sugo è uscito dalle bacche. Collocate allora le

frutta in un vecchio sacchetto di tela, previamente bagnato (badate

che il colore dei mirtilli è difficile a svanire anche in bucato)

e comprimetelo con forza finchè n’è uscito tutto il liquido, senza

traccia di granelli. Pesate poi il sugo, prendete egual peso di

zucchero pestato grossolanamente, mettete ogni cosa al fuoco in un

paiolo di rame non stagnato, e cuocete lo sciroppo adagio schiumandolo

e riponendolo poi come indica la ricetta N.º 1. Potete far bollire

insieme al composto, che se ne avvalora, 2-3 pezzetti di cannella e un

po’ di buccia fina di limone, ingredienti che alla fine si levano via.

Ogni domane porta il suo pane.

7. =Sciroppo di berbero (crespino).= — Questo sciroppo è eccellente

ed economico per chi vive nei paesi dove cresce il berbero e può

procurarsene le frutta senza spesa.

Occorre tuttavia una bella paniera di berbero per ottenere un paio

di litri di sciroppo. Le piccole bacche si levano via con cura dai

grappoletti e si mettono al fuoco con l’identico sistema dei mirtilli

(vedi ricetta precedente), cioè a bagno maria. Il sugo, quando sono

bene rammolliti, si estrae comprimendoli fortemente in uno staccio.

Pesato che abbiate il sugo come indica la ricetta N.º 1, mettete al

fuoco egual peso di zucchero (ridotto in briciole) con un bicchiere

d’acqua per ogni chilogrammo.

Pulitelo bene, come dicemmo nella ricetta dello «Sciroppo di ribes» e

quando comincia a fare le bolle o gemme unitevi il sugo di berbero.

Rallentate il fuoco, schiumate con diligenza (vedi sempre ricetta

N.º 1) e riponete colle regole precedenti. Se volete avvalorare il

sapore di questo sciroppo mettetevi a bollire le buccie di un arancio

e di un limone per ogni chilogrammo di zucchero, e quand’è cotto

aggiungetegliene anche il sugo passato da un pannolino, mescolando

bene. Il paiolo in cui fate lo sciroppo dev’essere di rame.

8. =Sciroppo di vino.= — Fate bollire un litro di vino nero di prima

qualità con 1/2 chilogr. di zucchero; quando sono trascorsi 15 minuti,

aggiungetevi il sugo di 3-4 limoni, levatelo dal fuoco subito e

riponete lo sciroppo in bottiglie che chiuderete appena sarà freddato.

Se gradite che il sapore di limone sia forte, strofinate lo zucchero

sulla scorza delle frutta prima di unirlo al vino.

Meglio onore che boccone.

9. =Sciroppo di menta.= — Fate bollire un chilogr. di zucchero con

mezzo litro scarso d’acqua, pulendolo bene come indica la ricetta dello

«Sciroppo di ribes». Quando appaiono sulla superficie una quantità

di bolle grosse e dense, ritiratelo dal fuoco e versatevi alcune

gocce (per il gusto conviene assaggiare) di essenza di menta che vi

procurerete in qualche buona drogheria. Mettete lo sciroppo freddato

in un paio di bottigliette lasciandovi un piccolo vuoto, chiudetele

bene, collocatele in piedi in una padella piena d’acqua fredda, portate

questa a bollitura e, trascorsi 15 minuti, ritirate dal fuoco la

padella lasciandovi le bottiglie finchè ogni calore ne è svanito.

La menta dev’essere di prima qualità.

10. =Sciroppo di caffè.= — Fate mezzo litro di caffè fortissimo e di

buona qualità. Fate pure bollire un chilogr. di zucchero con mezzo

litro d’acqua finchè comincia a prendere un colore d’oro chiaro e

versatevi, senza troppo mescolare, il caffè caldo e passato da un

tovagliolo, chiudete la cazzarola a ciò l’aroma non si disperda e,

freddo che sia lo sciroppo, riponetelo in bottiglie.

Badate che lo zucchero sia purgato con una penna come indica la ricetta

N.º 1. Servitevi di una cazzarola bene stagnata o di terra.

11. =Agro di limone.= — Fate bollire un chilogr. di zucchero con un

bicchiere d’acqua, badando di pulire con una penna gli orli del paiolo

dove si raccolgono i rifiuti della schiuma. Quando appaiono le bolle

grosse e dense, unitevi le scorze di 5 bei limoni tritate finissime

e cuocete ancora lo zucchero finchè comincia a filare, versatevi

allora il sugo delle frutta, passate subito il liquido allo staccio e

riponetelo.

Lo zucchero fila, quando prendendone una goccia fra l’indice e il

pollice e allontanando le due dita uno dall’altro vi resta frammezzo un

filo.

12. =Mosto.= — Pigiate dell’uva matura e dolce per farne uscire il

sugo. Passate questo con forza da un tovagliolo, mettetelo al fuoco e

cuocetelo finch’è ridotto alla metà. Il mosto si può bere coll’acqua ma

serve principalmente per fare le conserve di frutta. (Vedi Cap. 10).

Il piccolo focolare: Ricette di cucina per la massaia economa · 第 72 / 94 题