ALLA I EDIZIONE

Quando uscì il Manuale gastronomico intitolato: «_Ecco il tuo libro di

cucina_» un giornale che difende la causa del popolo, pur encomiando

con gentile intendimento il lavoro, deplorò che non si pensasse a

pubblicare una raccolta di ricette a uso dell’operaio, le cui spose

uscite il più delle volte dalle fabbriche o dalle filande non possono

avere alcuna familiarità coi piccoli segreti del domestico focolare.

L’idea mi piacque e promisi a me stessa di ascoltare il buon consiglio.

L’intento mi sembrava facile: messami all’opera m’accorsi invece

ch’esso era irto di difficoltà.

Se la lista del povero si limita pur troppo, per forza, a uno

scarsissimo numero di cibi, la gente del popolo ancorchè non costretta

a lottare col bisogno è sempre misoneista in fatto di cucina. Il popolo

ripudia, per principio, il piatto nuovo, la verdura che non conosce, la

salsa che non ha mai sentito a nominare: ligio alle poche vivande che

sono in uso nella sua regione, esso ignora quanti salubri coefficienti

la Natura offrirebbe alla sua mensa, non solo, ma quali fonti

d’economia troverebbe in certi elementi gastronomici a lui sconosciuti.

Non è cosa agevole il lottare contro un pregiudizio, specie mediante un

libro: una ragazza incolta che ha dovuto guadagnarsi sino dall’infanzia

coi più umili mezzi il pane giornaliero, andando sposa non si prenderà

certamente la cura di consultare un manualetto di cucina, per modesto

che sia, prima di fare la spesa della giornata, chè per quanto ci si

studii di scrivere chiaro, certi termini della lingua, specie nelle

provincie ove predominano i dialetti, riescono incomprensibili anche a

una cuoca di professione.

È con questo dubbio ch’io dico al povero libriccino presso ad escire

alla luce: va con coraggio egualmente, e se potrai servire a qualche

operaio, che l’ingegno, l’attività e l’onestà della vita hanno messo

nella condizione di provvedere senza sforzo al cibo quotidiano, e le

cui fatiche la compagna affettuosa e intelligente ama di compensare

e sostenere ammannendo vivande variate, sane e corroboranti, se

potrai essere utile all’uno o all’altro di quei contadini che hanno

ogni ben di Dio al sole ma, fedeli al paiolo tradizionale della

polenta, non sanno nemmeno come si allestisca un po’ di brodo per un

ammalato, all’una o all’altra delle fanciulle, che destinate a servire

abbisognano nell’aspro tirocinio della loro professione d’un primo

rudimento d’arte culinaria, io mi stimerò anche troppo contenta e

chiamerò te fortunato assai.

Il piccolo focolare: Ricette di cucina per la massaia economa · 第 7 / 94 题