LO INCENDIO DI UN PAGLIAIO.

E se il mondo sapesse il cor ch'egli ebbe,

. . . . . . . . . . . . . . . . .

Assai lo loda, e più lo loderebbe.

DANTE.

Qualunque ornamento, sia pur quanto pensi leggiadro, tu ponga attorno

alle Grazie ed alla Verità, non puoi far sì che in parte non le adombri;

e poichè la principale loro bellezza consista appunto nel manifestarsi

da ogni lato scoperte, l'antica sapienza ordinò che nude del tutto

fossero rappresentate. Innamorati pertanto degli antichi concetti, nel

referire un'azione generosa, che è la vaghissima delle Grazie

dell'anime, noi lasceremo ogni importuna amplificazione alla vanità dei

retori, tenendoci stretti alla ingenua esposizione del fatto.

In questi ultimi mesi con inaudita frequenza sgomentarono gl'incendii

_rustici_, non solo nel contado nostro di Livorno, ma ed anche per

l'universa Toscana. I mobili cervelli del popolo, desiderosi

d'investigarne la cagione, immaginavano da prima derivassero dalle

ultime leggi proibitive intorno la caccia; se non che poi, osservando

meglio, conobbero come gl'incendii accadessero più sovente nelle scarse

facoltà della povera gente, la quale non aveva nè volere, nè mezzi

d'impedire la mania di lanciare piombo alle nuvole, che nei vasti

dominii dei signori potenti: onde costretti di farsi in traccia di un

nuovo motivo, pensarono alle compagnie instituite per l'assicurazione

del fuoco, e supposero che avessero promosso cotesti piccoli incendii, e

per conseguire col timore un cumulo di premii che forse non avrebbero

ottenuto colla ragione. Sospetto destituto di ogni buon fondamento, non

sembrando possibile che uomini integerrimi, per guadagno volessero senza

assicurazione correre il pericolo _del sinistro_ dei lavori pubblici a

tempo o a vita destinati per pena agli incendiari con la legge dei 30

novembre 1786. — Ma di ciò sia che vuolsi: noi tornando alla storia,

dobbiamo raccontare come in una notte del trascorso mese fosse nel

circondario della pieve di Salviano appreso il fuoco al pagliaio d'un

certo chiamato Canaccini. Alla vista delle fiamme accorsero i più

prossimi, e con ogni argomento loro s'ingegnavano d'estinguerle; per

mala sorte gli sforzi della buona gente riuscirono indarno, chè la

violenza del fuoco prevalse, ed in poca ora distrusse gran parte dogli

averi della povera famiglia. Dolenti tutti, circondavano il dolentissimo

contadino, e gli profferivano parole di conforto, quando Giovan Batista

Pannocchia, con certi suoi nuovi modi, fece osservare doversi a parole

consolare l'uomo di cui il danno è inevitabile, ma quando vi ha luogo di

ripararlo coi fatti, questi, e non i discorsi, giovare agl'infelici:

però voltosi al Canaccini, soggiunse: «Sicchè, compare, prendi animo, e

se domani vuoi fieno per le tue bestie, vieni o manda a' miei pagliai, e

togline quel tanto che te ne farà di bisogno.» — L'offerta del

Pannocchia mosse la generosità de' circostanti, che il giorno dipoi su

quell'aia medesima un nuovo palo inalzarono, e il Canaccini ebbe un

pagliaio più grosso di prima.

Il nostro Pannocchia (e ciò sia detto per _tornare un passo addietro_) è

uno di quei tutori, che convertirono in benestanti i pupilli miseri alla

fede loro commessi.

Adesso la sciagura allontanata dal Canaccini soprastava più grave al

buon Pannocchia; e poche notti dopo l'incendio rammentato, arsero senza

riparo i suoi quattro pagliai. — I contadini affollati per sopprimere il

fuoco si partirono senza dirgli parola; ma all'alba del giorno

successivo, qual con barrocci, qual con carra cariche di fieno, di

paglia e di strame, furono a casa dell'uomo onesto, e con grida festose

lo destarono da un sonno tranquillo. Il sole che sorse salutò un

monumento di amore, là dove avrebbe illuminato una traccia di cupidigia

colpevole o di rabbia feroce senza la pietà di quegli ottimi contadini.

— Ci affida il Vangelo che le opere buone saranno nove volte più

rimeritate nella vita futura, ed è questo grandissimo motivo al bene per

l'uomo, composto in maniera che di rado si muove se timore di danno o

desiderio di premio non lo dirige. Veramente non essendo qui la patria

nostra, dobbiamo intendere a guiderdoni meno caduchi di quelli che ci

possono offrire le creature che muoiono; ma tengo per fermo che Dio

stesso esulti della sua fattura quando vede un uomo riconoscente. —

Intanto giunga questa lode, che è figlia del cielo quando si parte da

labbri incontaminati, alle orecchie dei buoni che la promossero, e li

rallegri.

Nell'imprendere lo _Indicatore Livornese_ promettemmo registrarvi gli

annali della civiltà di questa terra, e non c'inganna il desiderio se

crediamo che le cose referite vagliano sopra ogni altra a dimostrarla.

Forse rigido giudizio ci aspetta dal postero che ricercherà severo la

storia dei nostri tempi; pure da questi pochi e radissimi fatti

comprenderà non tutti essere stati iniqui i suoi padri, ed essere

vissute anime capaci di operare il bene, ed altri non adontarsi di farlo

palese, perchè si partisse da gente di umile condizione. — Forse la

nostra memoria sarà benedetta: — noi allora morti non udremo la voce dei

figli; ma cos'altro ci giova nella vita presente quanto la speranza di

questo compianto?

Pensieri, Discorsi, Illustrazioni · 第 37 / 48 题