NOTE.

[38] Primo atto del Beretta, quale sindaco, fu di scegliere

la Giunta circondandosi di amici coi quali era maggiormente in

comunione di opinioni e di intenti. La simpatia che lo circondava

gli rese facile l’avere il consenso di tutti quelli a cui s’era

rivolto, e il Consiglio pressochè unanime elesse ad assessori

l’arch. Brocca, l’ing. Alessandro Cagnoni, Carlo Cagnola, Giuseppe

Finzi, Tullo Massarani, Marzorati, Giuseppe Robecchi, Luigi Sala,

Lodovico Trotti, Francesco Vitali, Giovanni Visconti-Venosta. A

riempire poi qualche vuoto furono poco dopo nominati Carlo Tenca,

Paolo Belgiojoso e il dottor Giuseppe Terzaghi.

Furono membri della prima Commissione degli studi, eletta nel 1860,

Cesare Correnti, i prof. Luigi Rossari e Giovanni Cantoni, gli

assessori conte Paolo Belgiojoso e Giovanni Visconti-Venosta, con

Carlo Tenca relatore. Paolo Belgiojoso fu poi per parecchi anni

sopraintendente scolastico.

[39] «_Carissimo amico_,

«Rispondo con piacere alla tua domanda.

«Un sabato sera, recandomi come di consueto al Club dell’Unione

verso la mezzanotte, vi trovai un biglietto del marchese Massimo

d’Azeglio, che mi invitava a recarmi da lui per un affare

urgentissimo.

«Vi corro immediatamente e, tosto introdotto, d’Azeglio mi viene

incontro sorridente e mi dice: Mi occorrono per domattina 250 o 300

mila lire e le voglio in oro tanti pezzi da 20 franchi. «Risposi

che li avrebbe avuti alla prima ora di lunedì, ma che in domenica,

colle banche chiuse, mi era impossibile procurarmi in oro la somma

che mi chiedeva.

«Egli allora si avvicinò ad altra persona seduta in fondo alla

sala, e che nella semioscurità non avevo ancora avvertita, e,

scambiate con essa alcune parole, tornò da me e mi disse:

«— Mantenetemi il segreto — ma sappiate che è il Conte di Cavour

che mi ordina di consegnare domattina al capitano Chiassi la

somma indicata. Tutto quello che posso concedervi, per lasciarvi

un’ora di più, è di mandare il Chiassi medesimo al vostro studio a

prendere la somma.

«Capii facilmente che si trattava di cosa grave e risposi

senz’altro che avrei atteso alle ore 11 il capitano.

«L’Azeglio prendendomi sotto braccio mi accompagnò fino

all’anticamera, raccomandandomi ancora il più assoluto segreto.

«Confesso che non ero tranquillo, temevo di non potermi procurare

una somma relativamente forte in oro, in un giorno festivo ed in

poche ore, tanto più che non potendo dare spiegazioni di tanta

urgenza, non potevo rivolgermi che a quei pochi amici che supponeva

non me ne avrebbero domandate.

«Il banchiere Carlo Brot ed i fratelli Ronchetti mi diedero tutto

l’oro che avevano in cassa (circa 7000 marenghi), altri di cui

non ricordo il nome altrettanto; e un 2000 circa avevo nella cassa

della mia Ditta: alle ore 10 tutta la somma era pronta.

«Alle ore undici il Chiassi, che conoscevo, coll’aiuto del facchino

Scotti portò i sacchetti nella vettura e se ne andò. Mi domandò

prima se occorreva rilasciare ricevuta, dissi di no, e mi accorsi,

mentre mi stringeva fortemente la mano, che era molto commosso.

«Il giorno dopo d’Azeglio mi mandò in rimborso tante sue

accettazioni di L. 50.000 cadauna pagabili presso il gabinetto del

ministro Cavour.

«Due o tre giorni dopo si seppe della partenza di Garibaldi da

Quarto. Mi parve di capire.

«Ti stringo cordialmente la mano

«Tuo aff.mo

_Costantino Garavaglia_.

«Sig. Comm. _Giovanni Visconti-Venosta_».

Ricordi di gioventù · 第 98 / 105 题