NOTA.

[16] Subito dopo la rivoluzione fu aperta in Milano una

sottoscrizione per offerte alla causa nazionale, ossia per le spese

di guerra. La sottoscrizione fu accolta dai cittadini con grande

entusiasmo e durante i quattro mesi giunse a quasi tre milioni.

Diamo i nomi dei principali offerenti:

Duca Antonio Litta, Conte Giulio e Duchessa madre L. 154 mila e una

batteria; Duca Tommaso Scotti L. 100 mila; Conte Giuseppe Archinto

L. 100 mila; Marchese Arconati L. 100 mila; Conte Castelbarco L. 50

mila; Conte Taverna L. 60 mila; Duca Melzi L. 70 mila; Arnaboldi L.

50 mila.

Dalle 10 alle 20 mila lire: D’Adda, Arese, Soncino, Crivelli,

Dal Verme, Greppi, Prinetti, Annoni, Ponzone, Bolognini, Besana,

ed altri. Il Cattaneo parla sovente dell’avarizia dei patrizî

milanesi. — (_Cattaneo, Archivio Triennale_).

Intanto veniva decretato dal Governo Provvisorio un prestito

forzoso nella Provincia Lombarda di cinque milioni portato poi a

quattordici, e un prestito volontario. Poi veniva aperta un’offerta

di cavalli, di argenterie e di oggetti preziosi. All’offerta di

argenteria contribuirono soprattutto le famiglie patrizie, con una

larga generosità, spogliandosi di argenterie artistiche, antiche,

preziose, per mandarle alla Zecca, con slancio più generoso che

ragionevole. All’offerta di oggetti preziosi, grandi e piccoli,

contribuirono tutte le classi cittadine, anche povere; e non si

possono rileggere quelle offerte che con commozione. Una finanza

severa avrebbe provveduto meglio ai bisogni del Governo, ma

allora si preferiva una finanza sentimentale. Pochi mesi dopo, ai

provvedimenti severi ed energici pensò il Governo austriaco per

proprio conto.

Ricordi di gioventù · 第 25 / 105 题