NOTE.

[13] Durante i primi due giorni della rivoluzione il terrazzo

più alto del Duomo era occupato dai cacciatori tirolesi, che

colle loro carabine tenevano sgombre la piazza del Duomo e le vie

vicine. Appena cessò il fuoco nel terzo giorno, Luigi Torelli,

che fu poi ministro e senatore del Regno, accompagnato da un altro

cittadino, ebbe l’idea felice e coraggiosa, di salire sul Duomo per

assicurarsi che i cacciatori si fossero ritirati, e di piantarvi la

bandiera tricolore per indicare ai cittadini che si era padroni del

centro della città; fatto che non solo rialzò gli animi in tutta la

città, ma anche nei paesi circonvicini.

[14] Fu dato ordine di prendere il Palazzo del _Broletto_, ove

risiedeva il Municipio, _a qualunque costo_, al colonnello Perrin

che comandava un reggimento boemo. Lo Schönhals però, nella storia

sulla campagna d’Italia, attribuisce la presa del Broletto al

colonnello Döll comandante del reggimento Paumgater.

[15] Gli ostaggi erano: Antonio Bellati delegato (Prefetto) di

Milano, conte Giuseppe Belgiojoso assessore municipale, conte

Ercole Durini, nob. Pietro Bellotti assessore municipale, marchese

Giberto Porro, conte Giulio Porro, nob. Filippo Manzoni, nob.

Carlo De Capitani, nob. Francesco Giani, Enrico Mascazzini,

nobile Alberto De Herra, dottor Antonio Peluso, Enrico Obicini,

Mascheroni, Citterio, ing. A. Brambilla, Carlo Crespi, Carlo Pozzi,

Guglielmo Fortis, nob. Carlo Porro. Lungo la strada ne furono

aggiunti altri sedici, arrestati tra i notabili dei paesi che le

truppe attraversavano nella ritirata. Carlo Porro era fratello del

conte Alessandro Porro, che divenne poi Senatore e Presidente della

Cassa di Risparmio di Milano.

Ricordi di gioventù · 第 20 / 105 题