Un’ara, o tronco, per le offerte publiche sorgeva in mezzo alla
gradinata.
Entrati nel tempietto per la porta aperta fra le due colonne medie
del pronao, nel fondo della cella, che era coperta e rivestita di
preziosi marmi, rimpetto all’ingresso è una gran nicchia ovale; due
sono ai lati quadrate, forse destinate alle statue della famiglia del
fondatore: un’edicola sorge nel mezzo, composta di un basamento con
due piedistalli sporgenti, su cui posano due colonne corintie che ne
sostengono il frontispizio e dentro di essa posta l’immagine della
Fortuna.
Un plinto di bianco marmo doveva certo servire a qualche cosa di sacro;
esso reca la seguente iscrizione:
VETTI . AGATHEMERVS
SVAVIS . CÆSLÆ . PRIME
POTHVS . NVMITORI
ANTEROS . LACVTVLANI
MINIST . PRIM . FORTVNÆ . AVG . IVSS .
M . STAI . RVFI . GN . MELISSÆI . D . V . I . D .
P . SILIO . L . VOLVSIO . SATVRN . COS .[224].
Dalla quale iscrizione due nozioni apprendiamo: la prima, nella
qualifica di ministri primi, che ci richiama alla divisione de’
sacerdoti de’ templi in tre classi: _antistites, sacerdotes, ministri_;
la seconda che il servizio di questo tempio essendo confidato a’
ministri, dell’ordine, cioè, inferiore del sacerdozio, ministri
potessero essere anche gente non libera, perchè Agatemero indicato
senza la polita indicazione di _F._ (_Filius_) o di _L._ (_Libertus_),
succeduto dal genitivo del nome _Vetti_ significava appunto schiavo
di Vezio, come Soave di Cesia Prima, Poto di Numitore e Antero di
Lacutulanio.
In un altro plinto di marmo, esistente nel santuario stesso, si lesse
quest’altra iscrizione:
TAVRO . STATILIO
TI . PLATILIO . ÆLIAN . COS
L . STATIVS . FAVSTVS . PRO
SIGNO . QVOD . A . LEGE . FORTVNÆ
AVGVSTÆ . MINISTORVM . PONERE
DEBEBAT . REFERENTE . Q . POMPEIO . AMETHYSIO
QVÆSTORE . BASIS . DVAS . MARMORIAS . DECREVERVNT
PRO . SIGNO . PONIRET .[225]
Finalmente non lascerò di tener conto d’altro frammento di iscrizione,
che conserva queste parole:
. . . . STO CÆSARI
PARENTI . PATRIÆ
La quale essendo stata letta _Augusto Cæsari Parenti Patriæ_,
congiuntamente agli altri aggiuntivi dati nelle altre iscrizioni alla
Fortuna, oltre il determinare che l’epoca della erezione del delubro è
posteriore, come già si notò, ad Augusto, chiarisce che a questo Cesare
il delubro stesso era indubbiamente dedicato.