(145) Qual'è mai la Religione che possa dirsi giustamente ottima nel
senso che inferiamo, e la più efficace a formare per se stessa la solida
perenne felicità de' suoi seguaci? Quella, senza dubbio, che è la più
colta, la più tollerante, e il di cui Clero non ha la benchè minima
influenza sulla morale de' Cittadini. Qual'è mai quella Religione che
possa considerarsi daddovero fregiata di sì ammirabile carattere?
L'Illuminato _Elvezio_ ci risponde su tale proposito: _Celle, ou qui n'a
comme la payenne aucun dogme, ou qui se reduit comme celle des
philosophes à une morale saine, & élévée, qui sans doute sera un jour la
Réligion de l'univers._ _De l'hom. Sect. 1. C. XIV. p. 77._
(146) Noi udiamo ripetere incessantemente da tutti i settari che _le
verità racchiuse nella Religione sono infinitamente al di sopra
dell'umana ragione_: Quale insano pensiere! Dunque secondo questo
assurdo principio si dedurrebbe che queste verità non possono essere
fatte per gli enti ragionevoli: _au moment même_ (come lo riflette un
pensatore insigne[)], _qu'on interdirait la connoissance de certaines
verités il ne serait plus permis d'en dire aucune: nulle gens puissans,
& souvent même mal intentionnés, sous pretexte qu'il est quelque fois
sage de taire la verité la banniroient entièrement de l'univers. Aussi
le public éclairé qui seul en connoit tout le prix, la demande sans
cesse: il ne craint point de s'exposer à des maux incertains, pour jouir
des avantages réels qu'elle procure._ Oltre a ciò, pretendere che la
ragione possa ingannarci è un volere insanamente opinare che la verità
possa essere falsa, che l'utile possa essere nocevole: la Ragione è essa
altra cosa che la cognizione del vero, e del proficuo? D'altronde non
avendo noi per bene condurci in questa vita che la sola nostra Ragione
più o meno esercitata, e qual'essa è, e i nostri sensi quali essi sono,
dire che la ragione è una guida infedele, e che i nostri sensi sono
ingannatori, è lo stesso che dire che i nostri errori sono a noi
necessarj, che la nostra ignoranza è invincibile, e che Dio può senza
ingiustizia punirci di avere seguitate le sole guide che ha esso voluto
profusamente compartirci.
(147) Era dopo d'avere domato i mostri, e punito i tiranni (dice un
illustre antico) era col loro coraggio, i loro talenti, la loro
beneficenza, e la loro più decisa filantropia che gli antichi eroi si
aprivano le porte dell'olimpo, erano religiosi; è col digiuno, la
disciplina, l'accidia, la stupida sommissione alle follie tradizionali
che i settarj odierni pretendono essere fidi credenti, e suppongono
aprirsi attualmente quelle del Cielo; ma siccome è loro severamente
vietato di riguardarsi attorno, quindi è ch'essi debbono condursi a
tentoni senza potere in verun modo ricercarne contezza del come, del
quando, e del per che vi sono essi ciecamente condotti.
(148) _Ceux qui persecutent un philosophe_, osserva sensatamente
_Voltaire_, _sous pretexte que ses opinions peuvent être dangereuses au
public sont aussi absurdes, que ceux qui craindraient que l'étude de
l'algebre ne fit encherir le pain au marchè; il faut plaindre un être
pensant qui s'égare; le persecuteur est insensé, & horrible._ In fatti
noi siamo tutti fratelli, ciò è evidente; ma se alcuno de' miei
fratelli, tutto che pieno di rispetto, e di amore filiale inclinasse di
supplicare il nostro padre comune in una lingua, in un tuono, ed in un
metodo affatto differente da quello che io fossi portato a praticare,
dovrei perciò infierire contro di esso, opprimerlo, straziarlo? Questo è
ciò pur troppo, che per molto che lo abbiano tentato i filosofi amici
dell'umanità, non si è mai potuto fare imprimere nelle teste abbacinate
de' settarj.
(149) Si potrebbe quì asserire senza timore d'ingannarsi, che di tutte
le Religioni che conosciamo, il Deismo è il più di tutte le altre
diramato nell'universo, essa è la Religione dominante nella China, è la
setta de' saggi presso i Maomettani, e fu quella un tempo come già
dimostrammo, di tutti i primi padri fondatori della credenza d'Israel e
di dieci filosofi cristiani ve n'ha otto certamente di questa medesima
opinione. Questa è una specie di setta senza associazione, senza
cerimonie, senza dispute, senza zelo, senza persecuzione, sparsa nelle
(150) Le Leggi, e la Religione non bastano contro l'infezione delle
anime attaccate dal fanatismo la Religione, lungi dall'essere per quelle
un alimento salutare, si converte in rodente veleno ne' cervelli
contaminati da quel morbo letale. Questi uomini travviati hanno
continuamente presente allo spirito gli esempi detestabili di tante
proditorie aggressioni commesse piamente in nome dell'Essere Supremo,
incapaci di riflettere che quella stessa Religione, che fanno
stoltamente servire di base fondamentale a' loro esecrabili eccessi, è
appunto quella che gli abomina in ogni senso e gli condanna. Niente sono
meno importanti le Leggi di ciò che lo sia la Religione contro uomini
frenetici di tal fatta, i quali persuasi fermamente che lo spirito
santo, cui rendono complice di tutti i loro misfatti, e da cui
pretendono essere diretti, e penetrati è al di sopra delle Leggi, ne
inferiscono stoltamente che non si può giugnere a meritarlo, se non si è
attaccati sulla terra da' sintomi spaventevoli del fanatismo.