Il testo del foglio diceva:
«Sono solo al mondo, sono vecchio; il cielo mi manda una figlia
quando meno ci pensavo; sia benedetto il cielo! Venga domani alle
5 in via Bigli nº 19, ho buone nuove da darle; conduca la moglie,
l'amico suo Ferdinando e la signora Annetta: faremo la pace....
Ah! Che mia figlia non mi respinga!»
Milano. 20 dicembre.
— Già, non vi è dubbio, è lui! è un invito a desinare.
— Che pace vuol fare? siamo mai stati in guerra?
— È una metafora — risposi ridendo. Ci andrai?
— Devi dire: ci andremo?... Credo di sì.... ha buone nuove da darmi!....
Compresi la sua speranza fallace, ma gliela lasciai pensando: non può
fargli male.
— È curioso — dissi gettando ancora un'occhiata alla lettera..., — mi
pare di aver visto altra volta questi caratteri!
— Anche tu! mi pareva.... sai?... ma poi ho pensato che il signor Bini
non mi ha mai scritto....
— Nemmeno a me.... pure, quei _g_ colla coda ad uncino io li ho già
incontrati in qualche luogo; con quegli _o_ che paiono fatti col
compasso, ci siamo visti altre volte di sicuro.
Stetti un momento a pensare.
— No! no, non ci ha mai scritto il signor Bini.... — e qui balenandomi
un'idea, finsi di cercare fra le carte del mio portafogli, e intanto
diedi un'occhiata alla missiva del signor Pasquali, che portava la data
di Lecco. Nessuna somiglianza.
— No! no, non ci ha scritto mai.... — ripetei — e pure quei _g_....
quegli _o_.... —
Dieci volte in pochi minuti fui tentato di spifferare il segreto
del signor Bini; mi accontentai di sorridere, perchè l'amico Nebuli
chiedesse: che hai? — ed io gli potessi rispondere misteriosamente:
_nulla.... nulla_.