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Milano. Tip. Fratelli Treves.
_Con Garibaldi! Ma sai che i posteri c’invidieranno? a taluno di più
fine sentimento (spero ben non ne sarà perduta la semenza) si vorrà
augurare d’esser morto sepolto da un secolo, o da due, pur d’essere
vissuto dieci anni nella luce eroica di quell’uomo grande e forte,
semplice e buono, che in sè aveva raccolte le virtù civili di Fabrizio
e le militari di Cesare._
_Frattanto, come so e posso, io pago un tributo d’onore ai morti e
ai superstiti delle memorabili geste, da Nerola a Monterotondo, e
da Casal de’ Pazzi a Mentana: lo pago, ricorrendo il XX Settembre,
che è da un quarto di secolo il giorno felice della restituzione di
Roma all’Italia; ond’io collego i casi dell’avversa con quelli della
prospera fortuna, non ignorando che i primi han preparati i secondi, e
sapendo bene che dove il voto di tutti è compiuto, i lagni antichi non
valgono e il dimenticare è virtù. Lo aveva cantato anche il “Romancero
del Cid„, e in tempi assai meno graziosi dei nostri:_
_Porquè donde presiede amor_
_Se olvidan muchos agravios._
_E tu, caro Stefano, ama sempre il tuo_
_Genova, settembre 1895._