«Signorina Myosotis,
«Lei deve perdonarmi. Non pensavo di vederla mai. Già, tra pochi giorni
dovevo partire per la Scozia.... e, come ha detto lei, la Scozia è
lontana....
«Le sue lettere, fin dalla prima, erano così deliziose! Non potevo non
rispondere. E dopo, non ho più trovato il coraggio di disilluderla, nè
di allontanare da me il suo affetto così dolce e fidente. E perchè avrei
dovuto farlo?
«Non fu che ieri, vedendola impallidire, vedendo i suoi occhi riempirsi
di lagrime, che ho capito di aver avuto torto, e mi sono pentito e
vergognato come di una mala azione.
«Le ho detto che da vent'anni — cioè, dacchè dovetti lasciare
l'accademia di pittura a Parigi per la morte di mio padre — lavoro per
questo giornale. Vi compio le mansioni più svariate: sono il critico
letterario e teatrale; sono il critico d'arte; e — dal giorno lontano in
cui la prima ed autentica zia Marianna scappò col proto e con la cassa
della redazione — sono la zia Marianna. Molte volte sono anche «Un
fedele lettore», «Un abbonato che protesta», o «Un cittadino sdegnato»,
spinto a queste svariate attività dal buono ma tirannico direttore del
giornale.
«Egli oggi assai si rammarica di veder partire nella mia persona quasi
l'intero personale della sua redazione. Anche a me dispiace; ma faccio
un passo avanti nel giornalismo: divento redattore-capo della Gazzetta
d'Edimburgo.
«Mia madre, che è nativa di quella città, è felice di tornarvi.
«Ecco, signorina Myosotis, tutta la mia semplice biografia.
«Ed ora, se osassi, le chiederei un grande favore. — Oserò, tremando.
«Parto tra otto giorni. Vorrei prima di partire vederla ancora una
volta; e vorrei che mi fosse concesso di scorgere per un solo istante la
sorellina, la piccola Leslie, dai capelli biondi «come i raggi del sole
e della luna misti insieme».... Vorrei portar via con me l'immagine sua
accanto a quella di Myosotis....
«Non è la zia Marianna che lo chiede; è il critico d'arte — il pittore
mancato — che vorrebbe portarvi via entrambe nella sua memoria come vi
ha vedute nei suoi sogni: bionde come il miele, bionde come le primule,
aureolate della vostra bianca giovinezza!...
«Il treno che mi porta verso la gelida Scozia passa dalla stazione di
Westham — non lontano da Wild-Forest. Se scendessi, fra un treno e
l'altro, potrei traversare le brughiere e giungere a Rose Cottage verso
il mezzogiorno.
«Me lo permettete?
«Vedrò Leslie; saluterò vostro padre; dirò buon giorno alla vecchia
Jessie.... (Come li conosco tutti traverso le vostre lettere!...)
«E dirò addio — addio per sempre! — a Myosotis».
«Laurence Wilmer».