BOBI. — (Se vogliono provare, io ci sto!)

PRES. — Non divaghi dalla questione, e non dimentichi sopratutto che

l'accusato ha sempre goduto di tutte le facoltà dell'intelletto, ma non

se n'è mai servito che per fare il male!

TULLIO. — E allora condannatelo, _(controscena di Bobi sino al fine del

dibattimento)_ consacratelo vittima espiatoria agli Dei spietati della

giustizia inflessibile! Egli è ribelle alla società, e voi, per

riconciliarvelo, legatelo come una belva! Una fiera tempesta ne agita il

cuore e la mente, e voi, a calmarla, non gli spettacoli della natura e

le arti divine che rasserenano la vita invocate, ma le tenebre e la

solitudine! Egli non sente dignità, e voi, perchè la senta, vestitelo di

sargia! Egli non apprezza la vita degli altri, e voi avvelenate la sua!

Sta bene: è vostro diritto: via dalla società questo membro infetto!...

tagliatelo!... buttatelo!... — Ma badate, o Giurati egregi, di

cancellarlo anche dalla memoria! Badate che forse non potrete

dimenticare mai più che, per volontà vostra, mentre amate, giuocate,

ridete, dormite, c'è un uomo che non ama, che non ride, che non dorme

più! Voi vorrete cacciare questo pensiero importuno col pensiero più

caro, con quello della famiglia; ed ecco che la sua imagine vi appare

come per una fantasmagoria sul volto degli amici, dei figli, della sposa

istessa! Ah, è troppo! E voi chiudete gli occhi per troncare l'orrenda

visione..... e allora sentirete fra le voci altrui... nell'aria... fra i

suoni più discordi... una nota persistente, lamentevole, come un sospiro

represso, un grido, un singhiozzo lontano... la nota _(accenno di Tullio

a Bobi)_ della disperazione! _Basta!_ esclamerete, _basta! mi sono

sbagliato! sono stato troppo severo! non è colpevole! è innocente!_ Ma,

orribile a pensarsi, la legge vi risponderà: _è tardi!_ Dunque questo

supplizio senza nome e senza riscontro nelle bolgie Dantesche, il

supplizio del Giurato che condanna durerà quanto il suo martirio? Si!

_Venticinque anni_, lo avete voluto voi! E finiti questi, quando credete

di poter respirare, chi vi assicura che la prima volta che uscirete di

casa non lo vedrete venire verso di voi... pallido... vacillante... come

uno spettro sfuggito al regno della morte? Voi vi arrestate... voi

vorreste pigliare un'altra strada, sparire, nascondervi... ma non siete

più in tempo!... Vi ha già visto, e il suo sguardo, acuto come una

spada, v'inchioda immobile al vostro posto; peggio, vi obbliga a

guardarlo, vi obbliga a mirare su quella fronte il marchio dell'infamia

che avete stampato voi, in quel terribile sogghigno la fatale necessità

di essere ora peggiore di prima a cui l'avete condannato voi! E voi,

atterrito, gli balbetterete: _che vuoi?_ E lui, pensando che non ha più

la gioventù, e che l'avvenire è più orribile del passato, vi risponderà

con uno sguardo, con un gesto disperato: _morte! — No, disgraziato!

aspetta!_ voi griderete commosso: _rimedierò io a tutto... provvederò io

al tuo avvenire... sarò per te un amico... un fratello!_ Ma lui, con

quella sua voce fioca fioca che passa l'anima: _Ora è tardi... allora ci

dovevi pensare... venticinque anni fa... Ora è tardi!_... _(volgendosi

con impeto ai Giurati)_ No, che non è tardi: è ancora lì..... ma

condannatelo ancora, se ne avete il cuore, condannatelo!!

(Si asciuga il volto colla pezzuola e si abbandona sul

banco sfinito. — Applausi prolungati e caldissimi dalla

galleria malgrado i gesti dell'usciere — Bobi simula di

piangere).

PRES. _(interrogato con un cenno il Silvestri che nega di voler

aggiungere altro, suona il campanello, e fatto silenzio)_ — Il

dibattimento è chiuso. Signori Giurati; _(i giurati si alzano in piedi)_

ricordandovi ancora una volta che l'imputato è reo confesso, domando

alla vostra coscienza il giudizio del fatto per mezzo di questi tre

quesiti: l'incolpato è colpevole di furto con iscalata ed effrazione? è

colpevole di tentato omicidio? è colpevole d'incendio? _(a Geremia)_ —

Spetta a lei, capo dei Giurati, raccogliere i verdetti e presentarli

alla Corte.

GER. — Sarà mio dovere: ma permetta intanto che la ringrazii dell'onore

che mi ha fatto.

PRES. — Tiri via: è stato estratto a sorte. _(i Giurati escono dalla

sinistra)_ Signor avvocato della difesa, io mi vedo in obbligo,

qualunque sia il verdetto dei Giurati, di rimpiangere che lei abbia

esordito spendendo così male il suo ingegno ed offendendo le nobili e

gloriose tradizioni di questa magistratura. Possano almeno le mie parole

essere ricordate in avvenire da lei e da quelli che fossero tentati

d'imitarlo!

Un avvocato dell'avvenire Le Commedie, vol. 1 · 第 43 / 49 题