_LUIGIA e PROSPERA dal giardino._
LUIG. _(entrando in iscena con un fiore in mano)_. — Non temi che messo
nei capelli questo fiore dia un po' troppo nell'occhio?
PROSP. — A chi? Tanto già non sarà il fiore che il cugino guarderà di
più. _(mette il fiore nei capelli di Luigia)_
LUIG. — Non ho fatto un po' di toeletta soltanto per il cugino.
PROSP. — Brava, che dei partiti come te non ce n'è mica molti, mentre di
migliori del cugino...
LUIG. — Zitta che potrebbe arrivare mio padre. È vero che egli non bada
alla ricchezza...
PROSP. — E se non bada alla ricchezza, perchè non ti accorda in isposa
all'avvocato Silvestri, giovane bravo e bello quanto un altro, e per di
più già sostituto Procuratore del Re?
LUIG. — Per un semplicissimo motivo: perchè il Silvestri non ha mai
pensato a domandare la mia mano!
PROSP. — Un momento! _Non ha mai pensato_ è una cosa che non sa che
Domineddio, e quanto al domandare, si può far presto, veh! E tuo cugino
l'ha forse domandata la tua mano? No. È tuo padre che s'è ficcato in
capo di fare questo bel matrimonio. Tuo cugino ti sposerà, bel merito,
colla tua dote! ma non potrà mai dire di aver dimostrato di volerti
bene: sono de' begli anni che non s'è degnato di lasciarsi vedere!
Scommetto che non lo riconosceresti neanche.
LUIG. — Lo vedrò oggi; se mi piacerà la sua persona ed il suo contegno e
se mio padre lo vorrà, lo sposerò; altrimenti aspetterò che se ne
presenti un altro migliore.
PROSP. — Allora l'avvocato Silvestri?
LUIG. — Fin che non ho veduto e studiato un pochino il cugino, non mi
dichiaro per nessuno.
PROSP. — Ma il Silvestri non ti dispiace?
LUIG. — No; sono anzi convinta che è un giovane ammodo...
PROSP. — To' un bacio! Anzi due!
LUIG. — Perchè?
PROSP. — Perchè sarà un ghiribizzo, ma io sarei tanto consolata di
vederti sua moglie, tanto persuasa che saresti maritata bene, che non ti
dico che questo: se fossi ancora giovane come te, brutta non lo era
neanch'io, me lo piglierei io subito subito!