Nozze d'argento e nozze d'oro.
Di argento si chiamano le nozze che si rinnovano da sposi vissuti
insieme d'accordo per venticinque anni, d'oro le seconde nozze degli
sposi, dopo cinquant'anni di felice unione.
Queste ultime, per essere più rare, riescono pure più commoventi.
Esse si usano anche in Piemonte, ove la cerimonia principale consiste
nell'andata in chiesa.
Procedono a due a due, e la processione viene aperta dai due bambini
più piccoli dell'ultima generazione; seguono gli altri, per ordine di
età, fino ai due vecchi che la chiudono.
Il prete benedice le nozze, ma naturalmente non dà più l'anello, per
la stessa ragione che non permette di ridarlo alle vedove. Si torna
dalla chiesa nello stesso ordine con cui vi si è andati, e i parenti
si raccolgono a banchetto intorno ai loro due vecchi; si mangia, si
beve e si ride più che la gravezza degli anni ai due vecchi non
conceda; e si balla anche, aprendosi e rinnovandosi dai vecchi sposi
le danze antiche. Ma la troppa allegrezza, ne' vecchi, fa paura;
l'indomani della festa è spesso giorno di lutto, e, con lo stesso
ordine, la medesima comitiva ritorna spesso alla chiesa; ma nessuno
più ride; le nozze d'oro hanno lasciato ai vivi un'eredità di lugubri
gramaglie, simili a quelle del sole che indossa i suoi abiti più
belli, quando, dal remoto occidente, lancia alla terra l'ultimo suo
sorriso.