III.

Nozze d'argento e nozze d'oro.

Di argento si chiamano le nozze che si rinnovano da sposi vissuti

insieme d'accordo per venticinque anni, d'oro le seconde nozze degli

sposi, dopo cinquant'anni di felice unione.

Queste ultime, per essere più rare, riescono pure più commoventi.

Esse si usano anche in Piemonte, ove la cerimonia principale consiste

nell'andata in chiesa.

Procedono a due a due, e la processione viene aperta dai due bambini

più piccoli dell'ultima generazione; seguono gli altri, per ordine di

età, fino ai due vecchi che la chiudono.

Il prete benedice le nozze, ma naturalmente non dà più l'anello, per

la stessa ragione che non permette di ridarlo alle vedove. Si torna

dalla chiesa nello stesso ordine con cui vi si è andati, e i parenti

si raccolgono a banchetto intorno ai loro due vecchi; si mangia, si

beve e si ride più che la gravezza degli anni ai due vecchi non

conceda; e si balla anche, aprendosi e rinnovandosi dai vecchi sposi

le danze antiche. Ma la troppa allegrezza, ne' vecchi, fa paura;

l'indomani della festa è spesso giorno di lutto, e, con lo stesso

ordine, la medesima comitiva ritorna spesso alla chiesa; ma nessuno

più ride; le nozze d'oro hanno lasciato ai vivi un'eredità di lugubri

gramaglie, simili a quelle del sole che indossa i suoi abiti più

belli, quando, dal remoto occidente, lancia alla terra l'ultimo suo

sorriso.

Storia comparata degli usi nuziali in Italia e presso gli altri popoli indo-europei Seconda edizione riveduta e ampliata dall'autore · 第 125 / 141 题