Quando le nozze vanno a monte.
Vi sono tre casi di nuove nozze: il primo, per causa di rifiuto e
divorzio; il secondo, per causa di morte; il terzo, per causa di
vecchiaia. Ne' due primi casi vi è separazione; nel terzo,
confermazione degli sposi.
Il rifiuto suppone la suprema autorità del marito che rinvia la
moglie, il divorzio suppone una separazione consentita tra le due
parti, che non si accordano. Ma diverse le cerimonie, se le nozze
vanno a monte innanzi di essere consacrate o dopo la loro
consecrazione. In Germania allo sposo o alla sposa in fallimento si
dava un corbello vuoto; nella Piccola Russia, una zucca, equivalente a
cosa vuota; e in Francia nocciuole, per indicar forse al pretendente o
alla fanciulla respinta che per loro è ancora tempo da inezie
infantili, come il marito romano spargeva ai fanciulli le noci, per
significare ch'egli rinunciava ai loro giochi[450]. In Toscana, d'uno
sposo fallito si dice ch'egli ebbe la _stincata_ o _gambata_; presso
il Lago Maggiore, ch'egli ha preso la _tela del sacco_[451]; nel
Canavese, ch'egli _ha cavato un ceppo_[452] o che _venne buttato giù_.
Essendosi poi anticipato dallo sposo qualche pegno od arra, si
restituisce o si ritiene secondo l'uso romano[453] e statutario[454],
per rispetto alla colpabilità del disertore.
Per quasi tutta l'Italia, poi, corre l'uso di spargere crusca o
segatura o cenere fra la casa della chiesta fanciulla e quella dello
sposo fallito, come a dimostrare ch'egli fece una cosa inutile, ossia,
come si dice, un buco nell'acqua. Per ragione analoga, in Germania, si
sparge la via di paglia trita alla fanciulla che, recandosi a marito,
non si trova più vergine[455].