[163] E non sono i preti quelli che prima e dopo Gregorio VII
l'abbiano fatta. Il loro vizio è antico, come possiamo rilevare dallo
scandalo che ai padri della chiesa dava la condotta del primo clero, e
dal passo che segue di Landolfo seniore cronista milanese, relativo ai
tempi di Ariberto (II, 35): «_Humanam ac fragilem naturam sciens; qui
sine uxore vitam in sacerdotio agere videbantur viris uxoratis ordinis
utriusque ne ab illis inhoneste circumvenirentur, semper suspecti
erant._» Concordano i lamenti di Pier Damiano, di Andrea, monaco
vallambrosano, e di altri scrittori contemporanei e posteriori, poco
sospetti di parzialità verso i detrattori della chiesa.
[164] Nel parallelo fra Demetrio e Antonio.
[165] _Scriptores Historiæ Augustæ_, ed. Th. Vallaurius: «_Uxores
ducendo ac reiiciendo ac novem duxit, pulsis plaerisque
praegnantibus._»
[166] SVETONIO, _Iulius Caesar_: «_Helvius Cinna, tribunus plebis,
plerisque confessus est, habuisse se scriptam paratamque legem, quam
Caesar ferre jussisset, cum ipse abesset, uti uxores liberorum
quaerendûm causa, quas et quot vellet, ducere liceret._»
[167] XIII, 1.
[168] Vedi GAR, _Biblioteca trentina_, dispense III-VI.
[169] _Statuti municipali di Rovigno_, Trieste, 1851; III, 51.
[170] Volgarizzamento dell'anno 1451: «Ad emendare la malizia de li
homini et la nequitia de le femmine le quali non desistono usurpare
contro Dio la sancta madre chiesia et lo sancto matrimonio adunando
moglie ad moglie fermamente ordinando dicemo che qualunque mosso da lo
spirito cattivo havente la sua legittima moglie ardiscerà pigliare
l'altra moglie, e se ne sarà facta accusa o querela de lui et serà
facta legitima proba per testimonii o vero per publico instrumento
paghi libre cinquecento, la quale pena se non poterà pagare sia arso.»
[171] Quello, per esempio, di Civitavecchia qui sopra ricordato.
[172] _De bello Gallico_: «_Britanni uxores habent deni, duodenique
inter se communes, et maxime fratres cum fratribus et parentes cum
liberis; sed si qui sunt ex hi snati, eorum habentur liberi a quibus
primum virgines quæque ductæ sunt._»
[173] Vedi il primo libro del _Mahàbhàrata_.
[174] Tuttavia una strofa dell'_Atharvaveda_ (lib. XIV) lascia
supporre la poliandria. Quando la sposa è giunta alla casa maritale,
si invitano gli _uomini_ a seminare in quel campo fruttifero. La legge
permette poi alla donna che il marito non feconda di unirsi ad un
altro parente perchè fecondi il suo campo o _khsetra_.
[175] _Selections from the Mahàbhàrata_, pag. 66, in nota.
[176] _Le Mahàbhàrata; onze épisodes tirés de ce poéme epique_;
nell'Introduzione.