Il messaggiero d'amore.
Lasciando stare i cigni, le colombe, gli sparvieri, gli uccelli
insomma della leggenda popolare, che portano le novelle agli amanti,
messaggiero d'amore, sensale, mezzano[118], baccelliere[119],
marussè[120] o malossè[121], camerata[122], ruffiano[123],
domandatore[124] sono varii appellativi, che si danno in Italia al
procuratore di matrimoni[125], il quale talvolta si confonde pure col
paraninfo, di cui avremo occasione di ragionare nel secondo libro di
quest'opera.
A me piace notare fra gli altri il titolo di baccelliere[126], per
l'etimologia significativa della parola. Poichè baccelliere viene da
_baculus_, e ricorda, per l'appunto, il bastoncello degli antichi
ambasciatori, a incominciare dal caduceo di Mercurio, l'ambasciatore
degli Dei. Il _bazvalan_, ossia procolo de' Bretoni[127], ed i procoli
ungheresi, portano ancora tali bacchette, ornate di nastri e fiori,
quando muovono a fare la domanda della sposa. Presso i Bretoni,
l'ufficio di _bazvalan_ è un privilegio de' sarti, i quali vi mettono
zelo singolarissimo. Essi devono sapere tutta la storia della famiglia
del pretendente e ridirla, al caso, come pure avere notizia di tutte
le sue sostanze. Il _bazvalan_ combina le nozze con la madre della
fanciulla, fa gli inviti per le nozze medesime, ed assiste ad esse,
come personaggio principale. Nell'India antica, talvolta erano due
compagni o parenti del garzone che facevano da procoli presso il padre
della fanciulla; talora era il _guru_ o maestro spirituale del
giovine.
Così da noi, specialmente nelle campagne, non di rado, il procolo è il
parroco od il prete confessore.
In Russia, il procolo è un parente dello sposo; così per l'ordinario
in Italia; questo parente fra noi è talvolta lo stesso padre; così
nell'India odierna, la domanda è fatta dal padre del giovine a quello
della fanciulla.
A Palermo e nel Birman[128], la procuratrice del matrimonio è invece
la madre o altra donna da lei deputata; così, nel Canavese, ove non si
trovi il _bacialer_, è una comare quella che mette insieme le nozze.
Ma, quasi sempre, fra noi, la domanda ai parenti è preceduta dalla
domanda del pretendente alla fanciulla, e dal consenso di questa;
ossia prima il cuore dei giovani elegge, quindi la ragione dei vecchi
approva o condanna.