Chi vorrà dire la gioia degli amanti, i tripudi segreti, i sogni a
occhi aperti, le pazze dimenticanze?
Talora una nuvola di mestizia appare sulla guancia di Camilla, ma i
baci di Riccardo la cancellano; e se l'affanno della colpa dissimulato
invano, viene a turbare il loro petto, essi si gettano nelle braccia
l'uno dell'altro, mormorando a bassa voce: «quanto t'amo! quanto
t'amo!»
Ahi! Riccardo ha toccato il culmine della umana felicità! Come suole
avvenire di certi favoriti del piccolo Dio bendato, la continua festa
l'ha reso schizzinoso, a poco a poco egli non se ne appaga più, e un
bel giorno s'accorge, e lo dice a sè stesso con un sospiro, che il suo
cuore, il suo gran cuore, è insoddisfatto. E non sono passati dieci
giorni dall'ultima lettera di Camilla, che egli si caccia le mani nei
capelli, giurando che la sorte gli è ancora debitrice. E dite un po'
chi ne ha colpa?... fratel Biagio, lui, proprio lui, che si è andato a
cacciare in mezzo a due cuori fatti l'uno per l'altro!