Fratel Biagio a Riccardo.
«Ciò che vi devo dire vi recherà forse dolore; me ne duole davvero, e
vorrei potervelo risparmiare; ma a questo punto non è più possibile. Si
tratta di Bice.
«Saranno tre settimane, forse quattro, essa mi venne a contare non so
che, dicendomi che tenessi per sciolta ogni cosa con voi, perchè non sì
sapeva determinare a questo passo. Aveva gli occhi rossi; io le diedi
una risposta che non si aspettava, — un bacio — ed essa mi sfuggi di
mano piangendo.
«Avrei forse dovuto parlarvene subito, ma sperando che si trattasse
di qualche bisticcio di innamorati, ho taciuto finora, anche perchè
pensavo che non era niente affatto necessario di sciogliere qualche
cosa, mentre non era stato legato nulla. Se vi ricordate, fra voi e me
non si parlò mai di matrimonio.
«Oggi le cose pigliano un altro aspetto. Il signor Emanuel Pool, mio
socio, che io stimo e amo come fratello, mi ha palesato la sua fiamma
segreta per Bice e l'intenzione di sposarla. Ho risposto, come dovevo
rispondere, che ne avrei parlato a mia sorella.
«Appunto testè le ho parlato; e Dio mi danni se vi capisco qualche cosa
— accetta!
«Credete, caro signor Celesti, che io sono mortificato di questa
imperdonabile leggerezza di mia sorella e tanto più che mi era
lusingato d'imparentarmi con voi.
«Spero che non sarà per ciò offesa la cordialità dei nostri rapporti.
Altri legami vi stringono oggi alla mia casa e a me, e qualunque sia
per essere l'effetto che produrrà questa malaugurata notizia sull'animo
vostro, mi vorrete conservare un po' d'amicizia.
«Siccome le mie faccende mi chiamano in Olanda nel mese d'agosto, il
matrimonio si farà presto.»
Il primo effetto di questa lettera sull'animo di Riccardo fu,
naturalmente, la meraviglia. La riflessione venne dopo: per essa,
Riccardo si rallegrò di questo avvenimento e lo tenne in conto d'una
gran ventura.
In fatti eccolo a un tratto alleggerito dal peso d'un rimorso e libero
di abbandonarsi alla sua passione. Era un sentimento generoso che si
faceva scudo all'egoismo. L'egoismo ha spesso di tali maschere.
Ma tutto ciò era così impreveduto e così imprevedibile, che più
tardi il nostro eroe tornò da capo alla meraviglia, e almanaccò
cento cose a darsene ragione. Allora la sua vanità volle far la
permalosa e ritenersi offesa, ed egli proseguì per la via delle
indagini e dei confronti, a dire a sè stesso che il signor Pool
era assai meno seducente di lui, e che Bice aveva avuto in animo di
vendicarsi; in ultimo, ostinandosi a trovare fredda e stiracchiata la
lettera di fratel Biagio, concluse che egli doveva avere avuto nella
determinazione della fanciulla assai maggior parte che non volesse
mostrare.
Infine anche il cuore entrò a dire la sua; tanto per non perdere una
bella occasione di fare la parte di vittima, si dichiarò tradito, non
da Bice veramente, ma dagli _avvenimenti_. E fece dire sospirando a
Riccardo: «e pure, sì, quella fanciulla io l'ho amata molto!»
Quando in questi bisticci di famiglia il cuore è l'ultimo a prendere la
parola, si può scommettere che sa d'aver torto.