Riccardo a Bice.
«Perdonami mia buona amica, perdonami. Se tu sapessi! Ma ti dirò tutto,
voglio dirti tutto: voglio versare le mie angoscie nel tuo seno. Io
sono un essere malato, non lo nego, ma mi guarirai tu con il tuo amore
— tu buona, tu ingenua, tu bella!
«Ho un rimorso che mi opprime più di tutte le mie paure; è il rimorso
di turbare il sereno infinito della tua innocenza, d'avvelenare la
santa e inconscia fiducia del tuo cuore.
«Verrò a te come a un altare; tu mi ridonerai la mia fede; mi dirai che
mi ami, che saprai amarmi sempre, mi dirai se lo senti tu pure questo
prepotente bisogno di dirmi: «t'amo» come io lo sento.
«T'amo, t'amo, t'amo.»