Un capitolo psicologico, ma breve.
La lettura di queste pagine ha naturalmente gettato lo scompiglio
in quel nugolo di atomi dorati d'un cielo ipotetico, che dì solito
popolano e fanno bella la solitudine della mente di Riccardo. Olimpia,
Clotilde, Carmela, Malvina, Maria, e parecchi altri fantasmi di genere
femminino, che avevano prima di Camilla acconsentito a palpitare
all'unissono con Riccardo e a collaborare con lui alla compilazione
degli epistolarii erotici che si ammirano negli archivii segreti del
suo quartierino, avevano tutti, quale più, quale meno, tentato la
stessa rivendicazione senz'altro frutto fuor quello di aggiungere
un documento nuovo a un volume vecchio. Nessuna però aveva fatto il
tentativo con tanta audacia, con tanta impertinenza, con una beffa così
verisimile, come aveva saputo fare Camilla, la quale, per confessione
dello stesso Riccardo, era assolutamente una donna adorabile, e in
fatto di spirito si lasciava indietro un bel pezzo Malvina, Carmela,
Maria, Clotilde, Olimpia e le altre creature più o meno adorabili che
egli aveva a suo tempo platonicamente adorato.
Che cosa rispondere? È un gran quesito per un uomo, il quale tenga
del pari a non profanare i propri sentimenti e a non passare per uno
scimunito.
La miglior risposta, la più logica e la più arguta, varrà sempre meno
del silenzio, che è anche la più spiccia; ciò è chiaro, è naturale, e
voi e io ne sembriamo persuasi; ma andate a metterlo in capo a un uomo
di spirito!
E poi Riccardo questa volta è determinato a restituire le lettere; egli
si trova per ventura in uno di quei periodi di combustione cardiaca
preliminare, in cui si è disposti a privarsi senza rimorso delle
memorie delle fiamme antecedenti per poter credere più fermamente
che non vi siano ceneri di sorta nel proprio cuore. I lettori
comprenderanno meglio più tardi; intanto è certo che se Olimpia,
Malvina, Carmela e Clotilde avessero colto questa occasione, o una
consimile, avrebbero facilmente ricuperato i loro epistolarii e
i relativi commenti in forma di nastri, di spilli e di ciocche di
capelli.
Poichè Riccardo vuole arrendersi alla domanda di Camilla, una
lettera è indispensabile, e siccome tutto il sentimentalismo concesso
dall'occasione fu prevenuto scaltramente dall'antica innamorata, e
non è rimasto in piedi altro che il cinismo, il nostro malinconico
eroe avvia un ultimo sospiro sulla strada dei precedenti e accetta
disperatamente il cinismo.
Ahi! povera anima!