_Ludovico_
Non sarà indispensabile a lei.
_Elena_
Proponete le vostre condizioni e la povera pentita le accetterà.
_Ludovico_
Ma che! Quando glie le proposi, non le accettò.
_Elena_
Erano probabilmente troppo gravi.
_Ludovico_
_(levandosi con veemenza)_ Erano disumane, ne convengo, ma erano le sole
che mi avrebbero garantito il coraggio di continuare a vivere con lei e
per lei.
_Elena_
Le chiedevate, dunque, un sacrificio enorme?
_Ludovico_
Sì, enorme!... enorme!
_Elena_
Ma quale?
_Ludovico_
Le chiedevo che si allontanasse dal suo figliuolo.
_Elena_
Dal suo figliuolo?!
_Ludovico_
_(acceso d'ira)_ Tra il figlio del peccato e me, _doveva_ scegliere me!
_Elena_
Oh... il povero piccolo irresponsabile!
_Ludovico_
Irresponsabile o no, il mio persecutore è lui! È lui il mio nemico!
_Elena_
Così sventurato egli stesso!
_Ludovico_
Tacete, Elena, perchè la vostra difesa mi dà le vertigini!...
_Elena_
Ciò che sentite in questo momento, Ludovico, è abbominevole!
_Ludovico_
È abbominevole, sì: io lo esecro!
_Elena_
No!
_Ludovico_
Io lo maledico!
_Elena_
Non voglio che sentiate così!
_Ludovico_
Voi non siete la mia coscienza. Lasciate che essa mi si ribelli, se può.
La ribellione vostra è inutile!
_Elena_
Ah, io non sono riuscita nemmeno a esservi veramente amica visto che la
mia persona non ha nessun potere su voi!
_Ludovico_
Voi mi donate qualche minuto di sollievo, e questo è già molto.
_Elena_
Vi dono qualche minuto di sollievo quando taccio o quando vi parlo di
cose futili o vi leggo un libro o, che so? quando mi metto al piano per
farvi della musica. Ma appena vi accorgete che il mio pensiero vi si
avvicina, voi provate un fastidio invincibile. Le mie parole non
leniscono le vostre sofferenze, e la mia lealtà, che così dolorosamente
vi consiglia di andare da lei--da lei che amate--e che indica a voi
l'unica soluzione possibile, non fa che esasperarvi sino alla ferocia
più raccapricciante! Questa mia amicizia, quest'eroismo, non vi serve a
niente, e, tant'è, sarà meglio tornare alla realtà arida, senza
illusioni. Noi non siamo e non saremo mai nè amanti, nè amici....
_(Commovendosi)_ Andremo per due direzioni opposte, ognuno con le sue
malinconie e coi suoi dolori... fin dove potremo... sforzandoci, invano,
voi a ricordarvi di me, io... a dimenticarvi. _(Piange)_.
_Ludovico_
Non piangete così.... Non merito le vostre lagrime.
_Elena_
E che importa! Io non piango per tutto il male che mi fate: piango...
per il bene che non posso farvi.
_(Un lungo silenzio.)_
_(Nel sentieruolo in fondo, comparisce Caterina. Ella, scorgendo la
presenza di Elena, si ferma trepidante. Non ha più il coraggio di
avanzare, e si nasconde tra gli alberi, guardando, spiando. È vestita di
nero. Si distingue soltanto il suo volto bianco.)_
_Elena_
_(asciugandosi gli occhi)_ Volete che vi lasci solo?
_Ludovico_
_(tace, pensoso, assorto, con la testa china.)_
_Elena_
Sì, sarà meglio. Sarà meglio. Buona notte, Ludovico!
_Ludovico_