_La signora_ TERESA _e_ CATERINA.
_Teresa_
_(resta un momento presso la porta guardando, ossequiosa, il dottore che
s'allontana: indi fa qualche passo e desolatamente mormora:)_ E che dirò
a Caterina?... Che le dirò?
_Caterina_
_(entrando con una certa vivacità e con un calore di tenerezza)_ Sai,
nonna, dorme.... Dorme come un bambino che non sia malato. Il suo
respiro non è affannoso, no... e quella irrequietezza che stamane ci
spaventava è del tutto cessata. Oh, vecchietta mia, non so perchè, io ho
un presentimento lieto.... Mi sembra d'essere sicura ch'egli mi sarà
preservato e che io saprò vivere sempre più veramente per lui! Tu, buona
mia, hai avuta una vita piena di virtù serene e perciò non puoi
comprendere certe tristi cose.... _(Con espansione circospetta)_ Vedi:
ci sono stati dei momenti in cui ho temuto quasi di non amare abbastanza
il figlio ch'ebbi dall'uomo odiato.... _(Ha un brivido)_ Era un equivoco
del cuore mio quel timore, niente altro che un equivoco, perchè non è
vero che ciò accadesse, non è vero che ciò possa accadere: non deve, non
deve accadere; e intanto l'anima m'era attraversata dal dubbio della mia
iniquità, e questo bastava a farmi provare un avvilimento profondo. Ma
oramai sono forte, assai forte contro il dubbio malsano, e ne parlo a te
come d'un nemico non più temuto, come d'un nemico dileguato: te ne parlo
perchè non c'è nulla di cui io non ti voglia parlare e perchè mi fa
tanto bene che tu, col tuo candore di santa, mi ascolti pazientemente,
comprendendomi poco... e assolvendomi tutto! _(L'abbraccia con
dolcissima effusione.)_