SCENA III.

_La signora_ TERESA _e_ CATERINA.

_Teresa_

_(resta un momento presso la porta guardando, ossequiosa, il dottore che

s'allontana: indi fa qualche passo e desolatamente mormora:)_ E che dirò

a Caterina?... Che le dirò?

_Caterina_

_(entrando con una certa vivacità e con un calore di tenerezza)_ Sai,

nonna, dorme.... Dorme come un bambino che non sia malato. Il suo

respiro non è affannoso, no... e quella irrequietezza che stamane ci

spaventava è del tutto cessata. Oh, vecchietta mia, non so perchè, io ho

un presentimento lieto.... Mi sembra d'essere sicura ch'egli mi sarà

preservato e che io saprò vivere sempre più veramente per lui! Tu, buona

mia, hai avuta una vita piena di virtù serene e perciò non puoi

comprendere certe tristi cose.... _(Con espansione circospetta)_ Vedi:

ci sono stati dei momenti in cui ho temuto quasi di non amare abbastanza

il figlio ch'ebbi dall'uomo odiato.... _(Ha un brivido)_ Era un equivoco

del cuore mio quel timore, niente altro che un equivoco, perchè non è

vero che ciò accadesse, non è vero che ciò possa accadere: non deve, non

deve accadere; e intanto l'anima m'era attraversata dal dubbio della mia

iniquità, e questo bastava a farmi provare un avvilimento profondo. Ma

oramai sono forte, assai forte contro il dubbio malsano, e ne parlo a te

come d'un nemico non più temuto, come d'un nemico dileguato: te ne parlo

perchè non c'è nulla di cui io non ti voglia parlare e perchè mi fa

tanto bene che tu, col tuo candore di santa, mi ascolti pazientemente,

comprendendomi poco... e assolvendomi tutto! _(L'abbraccia con

dolcissima effusione.)_

Tragedie dell'anima · 第 23 / 35 题