_Betta_
_(con timidità, a Caterina)_ Badi, signora, in quel calamaio
l'inchiostro si è disseccato. _(Abbassando molto la voce, quasi
all'orecchio di lei)_ Non si adopera da quando andò via il signor
Ludovico....
_Caterina_
Già. _(A Felsani)_ Abbia pazienza, dottore.... _(A Betta)_ Porta subito
un altro calamaio.
_Betta_
_(via dal fondo.)_
_Teresa_
_(a Felsani, avanzandosi un po')_ Sa, siamo tutti intontiti in questa
casa: vorrà perdonarci se....
_Felsani_
Prego, prego.
_Caterina_
_(indicando Teresa)_ È la mia avola materna.
_Teresa_
Ottantadue anni.
_Felsani_
_(guardandola)_ Assai ben portati.... È una buona notizia per chi ne ha
settanta come me. _(Girando lo sguardo intorno)_ E... suo marito,
signora, non è in casa?
_Caterina_
_(che non s'aspettava questa domanda)_ No... non è in casa.
_Felsani_
Lo conosco di fama: è un vero umanitario....
_Caterina_
_(imbarazzata)_ Senza dubbio.
_Felsani_
Avrei voluto parlare con lui.
_Caterina_
Con lui?
_Felsani_
Sì, e sarà necessario ch'io gli parli.... _(Sta per soggiungere qualche
cosa, ma, vedendo Betta, s'interrompe.)_
_Betta_
_(mette un calamaio sulla scrivania.)_
_Felsani_
_(a Betta, con un gesto di congedo)_ Grazie. _(E comincia a scrivere.)_
_Caterina_
_(è tutta intenta a leggere ciò che Felsani scrive.)_
_Teresa_
_(quasi presso l'uscio a destra, guarda un po' nelle stanze dov'è il
bimbo e un po' il dottore.)_
_Betta_
_(piano, a Teresa)_ Che fa il piccino?
_Teresa_
Pare che riposi: vedo che la balia se ne sta tranquilla con le braccia
piegate.
_Betta_
E questo medico che dice?
_Teresa_
Parla come una sibilla... ma aspetta che glie la tiro io di bocca la
verità.
_Betta_
Senza che la signora se n'accorga, veh! Non si sa mai!...
_Teresa_
Bisognerebbe che restassi sola con lui....
_Betta_
Quando starà per andarsene, non vi sarà difficile.
_Teresa_
Lascia fare a me.
_Betta_
Ma state attenta!...
_Teresa_
E tu non dimenticare i fiori.
_Betta_
Ve ne raccolgo un fascio... un fascio così. _(Via per la seconda porta a
destra.)_
_Felsani_
_(firmando la diagnosi)_ Ecco, signora.
_Caterina_
_(ha letto attentamente.)_ Non capisco le ultime parole.
_Felsani_
E io non desidero che rendergliele del tutto comprensibili. Ma....
_(Accenna con uno sguardo prudente alla signora Teresa.)_
_Caterina_
_(a voce alta)_ Oh... è la mia confidente.
_Felsani_
Ebbene, mi permette qualche domanda?
_Caterina_
Naturalmente.
_Felsani_
Non crede lei che suo marito sia vittima egli stesso d'una qualche legge
d'atavismo inesorabile?
_Caterina_
_(scossa)_ ... No, dottore.
_Felsani_
In tal caso, signora, si è indotti a supporre che, nella sua prima
gioventù, quando era libero, quando non sapeva di dover diventare un
marito, egli non sia riuscito a sfuggire alla... corruzione che logora
la sostanza umana. Non è così?
_Caterina_
_(sforzandosi di rispondere)_ No, non è così.
_Felsani_
Per lo meno, però, egli deve avere pazzamente noncurata la sua vita
fisica. Mi negherebbe lei anche questo?
_Caterina_
_(umilmente)_ Sì, dottore, glie lo nego.
_Felsani_
In conclusione, signora, secondo lei, il padre di quel bambino è un uomo
valido, sano, perfetto?
_Caterina_
_(profondamente turbata, siede.)_
_Felsani_
Ma, via, non si turbi così. Le dico queste cose non per il gusto di
commettere delle indiscrezioni, e neppure per una fredda indagine
scientifica. Assai di rado la costatazione dei fatti addita, come questa
volta, alla scienza, lo scopo pratico del suo intervento. Potrebbero...
potrebbero venir su degli altri figliuoli, e poichè nulla ci fa sperare
che si salverebbero da uno dei più acuti casi della fatalità ereditaria,
io ho il dovere d'indicare, con chiarezza, a suo marito, quale e quanta
responsabilità ricadrebbe su lui. La mia parola sembrerà severa, ma
egli, che si è fatto l'apostolo dei più nobili principii d'altruismo,
saprà ascoltarmi, ne sono certo, e saprà provvedere. _(Un silenzio.)_
Non c'è dunque modo di parlare con Ludovico Nemi?
_Caterina_
_(sommessa, pronunziando le parole per una suprema auto-imposizione)_
Mio marito vive lontano da questa casa.
_Felsani_
... Sono dolentissimo di non averlo intuito.
_Caterina_
Non si dia pena, dottore.
_Felsani_
E... da molto tempo vive lontano?
_Caterina_
Da sei mesi.
_Felsani_
Soltanto?... Il che significa ch'io non potrei completare
coscenziosamente la mia missione senza rivolgere a lei delle altre
domande... importune, la cui audacia ella non saprebbe forse tollerare.
Io sono al cospetto d'una madre e d'una moglie, e devo rimettermi
ciecamente al suo volere. Vuole ella ch'io cerchi di parlare con suo
marito?
_Caterina_
_(abbassando gli occhi)_... No.
_Felsani_
_(comprendendo)_ E con questo, il mio compito è esaurito. _(Si alza)_
Vada, vada dal suo figliuolo. _(Con bontà)_ Questo tempo è per lei assai
prezioso e non glie ne voglio rubare.
_Teresa_
_(profondamente impressionata per tutto ciò che ha udito)_ Sì, Caterina,
va.... Farò io gli onori di casa al dottore.
_Caterina_
_(porgendo la mano a Felsani)_ Io la ringrazio.
_Felsani_
_(stringendogliela)_ Io... le chiedo scusa.
_Caterina_
_(esce dalla prima porta a destra.)_
_Teresa_
_(dandogli il cappello)_ Sicchè... dottore, il caso non è disperato?
_Felsani_
_(pigliando il cappello)_ Questo bambino è perduto.
_Teresa_
Oh!
_Felsani_
Pensiamo... a salvare gli altri.
_Teresa_
Quali?
_Felsani_
Quelli che non sono nati ancora...
_Teresa_
_(fa un gesto di maraviglia e d'interrogazione.)_
_Felsani_
... e che, per essere salvi, non debbono nascere. _(Si avvia per
uscire.)_
_Teresa_
_(si accinge ad accompagnarlo, precedendolo)_ Le faccio un po' strada.
_Felsani_
Ma no..., non si scomodi. _(Sulla soglia)_ Non le permetto di
scomodarsi!
_Teresa_
Per accontentarla.... _(Avvertendo Betta, che non si vede)_ Bettina,
apri la porta al dottore.
_Felsani_
_(inchinandosi, le passa dinanzi)_ A rivederla, signora. (Esce dal
fondo.)