Buona notte. _(Gli prende la testa fra le mani e gli bacia la fronte.)_

_Ludovico_

_(prendendole i polsi)_ Mia Caterina, perchè vuoi che un'altra notte

passi su questa tristezza così piena di dubbî?

_Caterina_

Non lo capisco io stessa. Aspetto da tanto tempo una forza interiore che

mi aiuti e mi costringa a non più tacere.... Mi pareva d'averla quando

sono entrata in questa camera... e poi non l'ho ritrovata più. Ma

l'avrò, l'avrò! Io uscirò da questa miseria, che è durata troppo. Io ne

uscirò comunque, e nulla certamente accadrà che sia più brutto e più

miserabile di ciò che è accaduto sinora. _(Si avvia per uscire a destra,

quasi precipitosamente.)_

_Ludovico_

_(alzandosi di botto e richiamandola in tono imperioso)_ Caterina!

Oramai tenteresti invano di prolungare l'indugio. _(Con solennità

prepotente)_ La forza che in questo momento ti costringe a non tacere è

la mia volontà. Parla!

_Caterina_

_(volgendosi a lui e restandogli di fronte, ha gli occhi lampeggianti

d'istantanea fierezza.)_ E sia!

_Ludovico_

_(corre verso di lei con ansia incalzante.)_

_Caterina_

_(comincia coraggiosamente)_ Quando tu... _(Ma subito porta la mano alla

gola come se si sentisse strozzare)_.... No, no, no, non è possibile!

non è possibile!... _(Con desolazione lagrimosa)_ Come si possono

pronunziare certe parole!?...

_Ludovico_

_(sempre più febbrilmente)_ Parla, parla!

_Caterina_

Ma nessun lume d'intuizione ti soccorre ancora? Non senti ancora

penetrare tutta intera la verità dentro di te? Non la leggi qui, qui,

nei miei occhi?

_Ludovico_

_(quasi tremante e girando lo sguardo altrove)_ Caterina!...

_Caterina_

_(afferrandolo per le braccia, costringendolo a guardarla e accostando

il volto al volto di lui)_ Fissami bene in faccia, Ludovico!... Non

volgere gli sguardi altrove, come un fanciullo pauroso.... Fissami con

coraggio, e comprendimi, e non obbligarmi a pronunziare le parole

roventi.... Leggi, leggi qui.... Liberami tu stesso da questo incubo....

Ricòrdati tutto, Ludovico.... Ricòrdati.... Ricòrdati la tua assenza di

un anno fa... la tua lunga assenza....

_Ludovico_

_(segue con terrore la catena delle reminiscenze, ansimando come per un

soffocamento progressivo.)_

_Caterina_

Ricòrdati il tuo ritorno.... Ricòrdati...! Giungesti, di sera, lieto,

espansivo, amoroso come un innamorato; e io ti ricevetti con un impeto

pazzo che ti parve uno scoppio di giovinezza esuberante.... Eppure...

ricòrdati, ricòrdati.... Il nostro amplesso fu preceduto da una certa

mia resistenza, da un tremito che mi prese tutta, da un dibattito

insolito, e terminò in una profonda tetraggine quasi funebre! E..., dopo

un periodo breve, sopravvennero i primi sintomi della maternità e le

prime ribellioni alla tua esultanza, e poi seguì la nascita del

piccolino con tutte le torture che mi costò, e seguirono gli scatti di

rancore, gli scatti di ferocia contro me stessa e l'infrenabile sdegno

per tutto ciò che m'indicava la tua contentezza di padre, la tua

fiducia, la tua tranquillità, le tue illusioni.... Mi comprendi, ora? Mi

comprendi? Mi comprendi?...

_Ludovico_

_(con le pupille dilatate, guardandola sempre, atterrito ma attonito, e

facendosi entrare l'idea orrenda nel cervello--con voce soffocata)_ Non

è... mio figlio?!

_Caterina_

_(senza fiato, eppure con un moto di sollievo)_ Finalmente, l'hai detto!

_Ludovico_

_(staccandosi da lei e, come un pazzo, mutando stranamente tono)_ Ah no!

Non è vero! Non è vero! Tu m'inganni! Non riesco a intendere la ragione

di questa follia menzognera, ma è certo che tu m'inganni, perchè se tu

non m'ingannassi, se mi avessi detto la verità, ti affretteresti ora a

difenderti per diminuire, almeno, la tua colpa.... Ne sentiresti la

necessità, ne sentiresti l'urgenza; e invece tu non aggiungi una parola

in tua difesa.... Tu non ti difendi!

_Caterina_

Io non sono qui per difendermi, Ludovico; sono qui per accusarmi. Io non

amo l'uomo che mi ha posseduta, non l'ho amato mai, non l'amerò mai; ma

non so e non è indispensabile ch'io sappia se ciò attenui l'infamia o

sia piuttosto un'aggravante. Per difendermi bene dovrei dirti d'essere

stata costretta con l'arma alla mano.... Ma dicendoti questo, mentirei.

Ho mentito già troppo. Basta ora. Io devo salvarti dalla profanazione di

ogni altra menzogna. _(Umilmente)_ No, non sono stata costretta. Ci deve

essere nelle donne come me una strana sensibilità di cui esse non sono

consapevoli: una sensibilità che dorme nel pudore, nell'onestà,

nell'orgoglio.... Il suo risveglio è inaspettato, Ludovico, è

imprevedibile... ed è l'opera di chi meno pare ne abbia il potere. Oh la

fragile creatura trascinata dal turbine! Non è un pervertimento il suo,

nè un'esaltazione, no; è semplicemente la soppressione repentina della

coscienza, è la tirannia, occulta, ma imperiosa, d'una grande forza che

agisce in una grande debolezza. Si cede! Si precipita! Si precipita!

_(Con terrore e avvilimento)_ E la perdizione è completa! Quando il

turbine è passato, quando ritorna la coscienza, qualunque sforzo si

faccia col cervello, non si riesce a distinguere il punto di

partenza.... Si è percorsa in un momento solo una strada abietta che

sembra lunga lunga lunga e di cui si vede la fine e non si scorge più il

principio. Se ne prova un'ipocondria di male inguaribile... un ribrezzo

asfissiante... la nausea... il raccapriccio... uno spasimo indicibile

che il ricordo accresce, ogni giorno, ogni giorno, spietatamente... e

non se ne trova il rimedio, e non c'è speranza di trovarne mai!...

_(Affranta, ammiserita)_ Così vivo io, Ludovico; ed ora fa tu di me

quello che vuoi!

_Ludovico_

_(con la fisonomia d'un vero folle--brutalmente)_ E di': chi è stato il

tuo amante di cinque minuti? Chi è stato l'uomo irresistibile, l'essere

soprannaturale per cui ti sei gettata nella melma?... _(Terribile, ma

sottovoce)_ Tu mi dirai il suo nome, Caterina!

_Caterina_

No! Non te lo dirò!

_Ludovico_

_(fremendo)_ Io devo saperlo!

_Caterina_

Non te lo dirò!

_Ludovico_

Io t'infliggerò la tortura!...

_Caterina_

Non te lo dirò!

_Ludovico_

_(minaccioso)_ Bada, Caterina!...

_Caterina_

Ma che vorresti, tu? Vorresti ch'io ti mandassi a cercare nella folla un

individuo che fortunatamente è persuaso di non essere stato niente per

me, un individuo ch'io avrei scacciato perfino dalla mia memoria se

purtroppo il disgusto non avesse reminiscenze così persistenti? Vorresti

ch'io incaricassi te di dirgli: «Sai, fra quella madre e quel figlio tu

sei _qualcuno_, non lasciarti frodare...», e io dovrei consentirti di

creare in quell'uomo il convincimento di avere un'importanza che sinora

egli non saprebbe sospettare? Dovrei, per mezzo tuo, ricacciarlo, vivo o

morto, come un aspide, nella mia esistenza?... Ah no! Torturami,

battimi, mettimi pure una morsa alla gola: io mi lascerò soffocare cento

volte senza mai proferire il suo nome!

_Ludovico_

_(più terribile e più fremente)_ Ma dunque io non potrò neanche

vendicarmi? Tra le rovine di ogni mio bene, d'ogni mia illusione, io

sarò costretto a vedermi perennemente dinanzi il fantasma d'un uomo

senza connotati, un'ombra schernitrice e inafferrabile, e sarò costretto

a sentirmi quotidianamente come schiaffeggiato da una mano ignota?!... E

questo non è nulla a confronto di tutto il resto!... C'è il frutto

dell'obbrobrio, c'è il documento vivo della vergogna, della nefandezza,

c'è la personificazione della sciagura che mi colpisce!... C'è un

bambino che oggi balbetta e piange, e che ben presto mi chiamerà «babbo»

e che sarà più crudele, più offensivo, più beffardo d'una platea di

curiosi! E se anche, per una umiltà di paziente, per una nostalgia di

pace, per una frenesia d'innamorato, io volessi perdonare a te come un

Cristo, no, quel bambino non me lo permetterebbe perchè esso resterà lì,

sempre lì, attaccato a sua madre, e si farà grande, e sarà un uomo, e la

sua presenza, ostinata, invadente, alimenterà di ora in ora, di minuto

in minuto, le mie sofferenze, il mio odio, le mie angosce!... Nessuna

vendetta, non è vero? E nessun mezzo per abbreviare la durata del

tormento?... Nessuno?... Nessuno?... Nessuno?... Proprio nessuno?...

_(Con un moto di ribellione cupa e feroce)_ Ah no!... Il mezzo c'è! Il

mezzo c'è!... _(Trionfalmente)_ Io l'ho trovato!... _(Col viso acceso,

con gli occhi di fuoco)_ Ti giuro che l'ho trovato!

_Caterina_

_(intuisce d'un subito ed è invasa dallo spavento)_ Ludovico!

_Ludovico_

Bisogna eliminare la causa maggiore! Bisogna distruggere il documento

vivo!

_Caterina_

Ludovico!

_Ludovico_

Bisogna sopprimere questa creatura che è nata per crucifiggermi!

_Caterina_

_(atterrita)_ Ludovico!

_Ludovico_

_(come per precipitarsi nella stanza a destra)_ Sì, io te l'ucciderò!

_Caterina_

_(parandosi davanti a lui, con un grido)_ No, Ludovico! Pietà!...

Pietà!... Pietà di me!...

_Ludovico_

_(si arretra e si abbandona disfatto su una sedia.)_

_Caterina_

_(aspetta, lungamente, in un'atroce trepidanza.)_

_Ludovico_

E sta bene!... Avrò pietà di te! _(Si passa una mano sui capelli e

lascia scorgere d'aver presa una decisione. Guarda il suo orologio. Si

alza nervosamente. Tocca due volte il bottone del campanello. Va alla

porta comune come per evitare che la cameriera entri. Resta sulla soglia

parlando a lei:)_ Betta, prendete le mie valige, portatele giù in

portineria... e dite a Luigi che faccia fermare una carrozza.

_(Rispondendo a qualche domanda della cameriera)_ Ma sì, c'è tutto....

Voi non avete che a chiuderle.... Sbrigatevi.

_Caterina_

_(immobile, lo avvolge dei suoi sguardi pavidi.)_

_Ludovico_

_(attraversa la stanza in fretta, dirigendosi verso la porta a destra.)_

_Caterina_

_(ne ha un nuovo sussulto di spavento.)_

_Ludovico_

_(prima di varcare la soglia, si arresta.--Si sorveglia.--Si rivolge a

lei)_ Pigliami, ti prego, il soprabito e il cappello.

_Caterina_

_(guardandolo supplichevolmente, obbedisce e va.--Rientra subito recando

il cappello e il soprabito, che pone sopra la scrivania.)_

_Ludovico_

_(assorto nella risoluzione presa, verifica il suo portafogli. Quindi

afferra soprabito e cappello come per andarsene.)_

_Caterina_

_(timida, implorante)_ Ma dove vai?

_Ludovico_

Non lo so.

_Caterina_

E quando tornerai, Ludovico?

_Ludovico_

Non tornerò.

_Caterina_

Mi lasci per sempre?...

_Ludovico_

E che altro mi resta a fare?!

_(Un breve silenzio.)_

_Caterina_

Io... t'ho detto tutto... con la speranza di risentirmi degna di te, con

la speranza di offrirti la mia vita purificata, e invece, ecco, ti

perdo!... Avrei potuto ancora mentire, mentire ogni giorno, mentire sino

alla morte; ma l'amor mio non ha voluto permettere alla mia voce, ai

miei occhi, ai miei baci la facile viltà d'ingannarti! E ho tanto

sofferto _(piange)_ e ho affrontato il sacrificio della confessione per

poter aspirare al diritto di essere la tua compagna... per ridiventare,

sinceramente, la moglie tua. Ah, se ti avessi amato meno, avrei

risparmiato a te questo supplizio e a me la condanna di perderti così!

_Ludovico_

_(dibattendosi fra due urgenze opposte ed eccitandosi al pensiero d'una

soluzione liberatrice)_ Vuoi... vuoi veramente liberarmi da questo

supplizio?

_Caterina_

_(irradiandosi)_ E me lo domandi?

_Ludovico_

Vuoi veramente ch'io abbia l'eroismo di considerare la tua colpa come il

delirio di un'inferma?

_Caterina_

_(ansiosa)_ Sì!

_Ludovico_

Vuoi che io compia il prodigio di dimenticare... anzi, no, meglio,

meglio ancora, di ricominciare da capo, di rivivere nella illusione,

nella certezza della tua innocenza e della tua fedeltà?

_Caterina_

_(avidamente)_ Sì, Ludovico!...

_Ludovico_

Ebbene... ebbene, vieni come me.... Andiamo via, andiamo via.... No, io

non ti ucciderò il tuo bambino; ma è necessario che io non lo veda più,

ch'io non lo senta, ch'io non ne sappia più nulla, è necessario ch'io

non ricordi che tu sei madre, è necessario che egli non mi tolga nè un

minuto, nè un battito, nè un pensiero, nè un sorriso, nè una lagrima

della tua vita. _(Lascia cadere a terra cappello e soprabito.)_

_Caterina_

_(sente passare a traverso il suo animo tutte le parole di Ludovico, ne

trema, ne soffre, ne ha orrore, ne ha dolcezze profonde, e, a poco a

poco, ne sarà presa, conquistata, e, senza che il suo cervello possa più

funzionare, il suo cuore e i suoi nervi cederanno a lui completamente.)_

_Ludovico_

_(con frenesia, prendendole dapprima le mani, poi cingendola

freneticamente con le braccia e parlandole sulla bocca)_ Tu lo affiderai

alla tua buona nonna, ai tuoi parenti, a chi vorrai, e noi provvederemo

a tutto, alla sua educazione, al suo avvenire, alla sua ricchezza....

Sì, anche alla sua ricchezza. E se un giorno crederà che io sia stato un

malvagio costringendoti a rinunziare a lui, io non mi lamenterò, non mi

difenderò mai dalle sue accuse, mai, mai, mai; ma adesso andiamo via....

_Io devo_ andarmene immediatamente... perchè _(con preoccupazione [pg

318] sinistra)_ la notte mi atterrisce e mi tenta, e non c'è nessuna

enormezza di cui io non mi sentirei capace in questa casa, dove io l'ho

visto nascere, dove egli respira, dove egli vive. Vieni, vieni,

Caterina...: se non hai la forza di separartene in questo momento, non

potrai averla mai più!... Vieni con me.... Dimostrami che hai affrontato

il sacrifizio per essere ancora la mia compagna.... Dimostrami che io

solo ti sono indispensabile. Noi andremo lontano come due profughi del

passato e non saremo che due amanti assetati di godimento....

Distaccandoci da tutto ciò che è pieno di ricordi, noi ritroveremo noi

stessi, riallacceremo le nostre anime, ricostruiremo il nostro

paradiso....

_Caterina_

_(è fra le braccia di lui, affascinata.)_

_Ludovico_

... e chi sa quante nuove ebbrezze, quali nuove delizie, quale nuovo

benessere, quale nuova felicità ci riserba la nostra giovinezza! Di',

di', Caterina: _(stringendosela forte al petto)_ ci verrai con me? ci

verrai? ci verrai?

_Caterina_

_(perdutamente)_ Sì... sì... ci voglio venire.... Non lo capisci che ci

voglio venire? Non lo vedi che non hai bisogno d'insistere affinchè io

ti segua dovunque? Non vedi che sono già solamente tua? Non vedi che io

sono già pronta a tutto?... a separarmi da lui... _(con un accento

d'inconsapevole pietà)_ ad abbandonarlo... a fuggirlo... a strapparmelo

anche dal cuore.... Ma tu, tu, Ludovico, tu che sei migliore di me,...

impediscimi di commettere questo delitto!

_Ludovico_

_(udendo la parola_ «delitto», _la respinge bruscamente. Si riconcentra

in se medesimo. Raccoglie il soprabito e il cappello, e, dopo una pausa,

in un tono tra di comando e di concessione, le dice:)_ Resta!

_(Si guardano a lungo, intensamente, dubbiosamente, l'uno sperando

ancora ch'ella lo segua, l'altra sperando ancora ch'egli non se ne

vada.)_

_Ludovico_

_(con poca voce)_ Addio! _(E fugge.)_

_Caterina_

_(immota, col volto trasformato, terreo, come se finalmente avesse

consumato il sacrifizio necessario)_ È finita! _(Indi, va alla finestra:

attraverso i vetri vede Ludovico che si allontana. Estenuata, quasi

inebetita, col passo malfermo si avvia verso l'uscio della sua camera.

Le forze le mancano. I ginocchi le si piegano. Stramazza. Poi si

sorregge a una sedia, si leva, e, soccorsa dalla suprema volontà,

oltrepassa la soglia.)_

Tragedie dell'anima · 第 16 / 35 题