Che che! Non ne ho paura, io. _(Scrive di nuovo.)_

_Caterina_

_(guardando la finestra)_ Nevica.

_Ludovico_

_(in tono buono)_ Meglio. Il gelo della strada ci fa amare di più il

tepore della casa.

_Caterina_

Oh, come nevica!

_Ludovico_

Attenta che il freddo non s'insinui nelle stanze da letto.

_Caterina_

Le porte sono ben chiuse.

_Ludovico_

E il tuo piccolo padrone che fa?

_Caterina_

_(serrando la finestra)_ Adesso sì che dorme.

_Ludovico_

_(alzandosi giovialmente)_ E adesso sì che ci vado.

_Caterina_

No, lascialo stare.

_Ludovico_

Neanche vederlo? Che gelosa! Che gelosa!

_Caterina_

Come c'entra la gelosia?

_Ludovico_

Sì, sì: proprio gelosa. Ogni volta che mi accosto a quel bambino, non so

che ti piglia; e se riesco a baciarlo, uh!, apriti cielo! Sei un bel

tipo, sai? E anche ora... guàrdati in uno specchio.... Vedi che cèra hai

fatta! E perchè?... Perchè io volevo dare la buona notte al piccino.

_Caterina_

E corri.... Io non te l'impedisco.... Ma se me lo fai svegliare....

_Ludovico_

Va' là, che glie la ricanto io la ninna-nanna. _(Canzonandola

affettuosamente:)_

Ninna-nanna,

un vecchio canuto....

Che credi? Non è una cosa tanto difficile....

_Caterina_

E corri.... Fa il comodo tuo....

_Ludovico_

Dio! Che faccia di rabbia! _(Pausa.--Diventando triste)_ Ma sta

tranquilla: non ci andrò. Non mi piaci più quando metti quel muso.

_(Risedendo presso la scrivania e celiando come se parlasse tra sè:)_

Andate a fare dei figliuoli sul serio, vedete quel che vi capita! _(A

lei, in tono fanciullesco)_ Del resto, io mi vendico; e come mi

vendico!... Gli dedico dei versi....

_Caterina_

A chi?!

_Ludovico_

Oh bella! A mio figlio. Da che campo, è la prima volta che commetto

questa corbelleria. Ma che vuoi! Ho capito che in certi casi si debba

sentire il bisogno di... verseggiare. Decisamente, ci sono cose le quali

non si possono pensare che in versi.... Siedi, siedi vicino a me. Te ne

voglio offrire un saggio.... È tanto tempo che non mi stai vicino

mentr'io lavoro!

_Caterina_

_(sedendogli dirimpetto)_ Per non farti distrarre....

_Ludovico_

Ma che distrarre! che distrarre! Quando sedevi sempre a questo posto per

leggere o ricamare, le mie idee si succedevano così fluenti e facili che

mi sembrava di scriverle come se qualcuno me le dettasse.... _(Tira un

cassetto della scrivania e cerca.)_ Li tengo ben nascosti i miei versi,

sai, perchè, modestia a parte, sono di una bruttezza rara. _(Ridendo)_

Ah ah ah, addirittura infantili. Nondimeno, dicono quel che devono dire,

e, conveniamone, da un sociologo noioso come me ci sarebbe da aspettarsi

di peggio. Vedrai. _(Con in mano alcune pagine scritte)_ Leggerò il

primo sonetto. Ti secca?... Eh sì, lo vedo che ti secca.

_Caterina_

_(inquieta--dissimulando)_ Leggi.... Tutto ciò che è tuo m'interessa: ne

sei persuaso.

_Ludovico_

_(con un pudore di collegiale)_ Mi dài soggezione, mi dài. Basta! Animo,

Ludovico! _(Legge:)_

Vagisci, o bimbo, e il tuo vagito pare

non so quale prodigio d'eloquenza.

Non pensi, è ver, ma a tutto fai pensare

in questa tua dolcissima incoscenza.

_(A Caterina)_ Non ti va?

_Caterina_

_(soffrendo)_ Sì sì, continua.

_Ludovico_

_(prosegue a leggere:)_

Non pensi, è ver, ma quante cose care

al babbo dici, inconsciamente, senza

che l'aria stessa le possa rubare

alla felice tua breve innocenza.

O bimbo mio....

_(Interrompendosi)_ No, no, è inutile, non ti va, non ti va. Non so se

per le idee o per la forma, ma è indubitato che non ti va; ed io non me

ne dolgo punto. Che diamine! Te l'avevo detto: sono versicoli che metto

insieme per mio sfogo. E non temere: ti risparmio il resto....

_(Sforzandosi di scherzare)_ Abbasso il poeta! _(Ripone nel cassetto le

paginette.)_ Sei contenta?

_Caterina_

Ma ti sembra che io mi permetta di giudicare quello che tu scrivi?

_Ludovico_

Giudicare no. Ma non ti piace quello che non ti piace. Che male c'è? Non

ne parliamo più...: non ne vale la pena. Lascia, lascia che io mi goda

bene la tua presenza. Ti vedo qui, seduta presso la mia scrivania, come

nel tempo buono, e non mi par vero. È così eccezionale ed è così bello

che... non so... vorrei solennizzare questo avvenimento, vorrei fare il

chiasso, vorrei farti festa insomma....

_(Un silenzio.)_

_Caterina_

Dammi qualche libro da leggere.

_Ludovico_

Vado in biblioteca....

_Caterina_

No, un libro qualunque. Piglio questo. _(Ne prende uno di su la

scrivania)_ Permetti?

_Ludovico_

Ma questo è il Codice.

_Caterina_

E tu studii il Codice?

_Ludovico_

Lo studio, sì, lo discuto, lo combatto....

_Caterina_

E perchè?

_Ludovico_

Perchè esso è quasi sempre la negazione dell'indulgenza e del perdono.

Un cattivo libro!

_Caterina_

_(lasciandosi cadere il libro dalle mani)_ Già.

_(Un silenzio.)_

_Ludovico_

_(alzandosi)_ Eh, sì! Altro che saltare e fare il chiasso e

festeggiarti! È da un pezzo che tu non me ne dài più agio.... Sei

triste, tanto triste! Non sorridi più! Mai! _(Pausa.)_ E dire che ci

siamo amati così bene che a me pareva di vivere..., non so,... in

un'atmosfera d'amore. Credevo che a completare la nostra felicità non ci

mancasse che un piccolino, e, ora che abbiamo anche questo, invece di

vederti contenta, io ti vedo pensosa, sofferente, tutta avvolta in te

stessa. Tu sei infelice, Caterina! _(Pausa.)_ E non protesti, non mi

correggi, non mi smentisci!... Ma dimmi, almeno: è per colpa mia che sei

infelice?

_Caterina_

_(fievolmente)_ No.

_Ludovico_

Ma non essere timida. Se hai dei rimproveri da farmi, che aspetti?

Fammeli. Se c'è un malinteso, se c'è un equivoco, lo chiariremo

certamente. Che ci può essere di grave fra me e te? Niente. E intanto,

io rifletto, rumino, indago, ed è peggio! Mi smarrisco... e divento

inetto a qualunque energia. Il tuo contegno ha come costruita una

barriera tra noi due, e io non ardisco più di darti un bacio, non

ardisco più di abbracciarti, e quando restiamo soli io ti sono davanti

interdetto e impacciato e sento di essere grottesco. Adesso andrai in

collera, lo so; ma è così, è proprio così: da che abbiamo un figlio, tu

mi eviti, tu mi sfuggi. Egli ti assorbe, egli ti ha tutta per lui, e

certo nessuno più di me ammira il tuo attaccamento materno; ma lo strano

è che tu mi diventi livida, tu soffri se ti accorgi che da lui io mi

lascio assorbire come te, e soffri e ti tormenti se ti accorgi che io mi

piglio quella parte di gioie e di emozioni che mi spetta. Puoi negarmelo

questo? Me lo puoi negare? Ecco, lo vedi: non me lo neghi....

_Caterina_

_(vorrebbe parlare, le sembra d'essere afona.)_

_Ludovico_

Non hai neppure il coraggio, non hai neppure l'impulso di mitigare la

gravità di quello che io dico, e te ne stai lì, muta, enigmatica,

incomprensibile, senza curarti che il mio cervello è in balìa delle

fantasticaggini più balorde e delle supposizioni più assurde. Se

continuiamo così, Caterina, in fede mia, impazziremo tutt'e due! _(Torna

a sedere alla scrivania. Prende la penna, ma poi la getta via, quasi con

violenza.)_ Ma che!... Lasciamo andare.... La testa non è a posto.

_(Pigliando, in disordine, lo scartafaccio ed altre carte e ponendo

tutto in un cassetto)_ Nascondetevi qui, mie povere idee d'amore e di

pace! Questa sera voi non siete che una goffa ironia! _(Chiude il

cassetto, e ne ripone in tasca la chiave)_ Non è forse vero, Caterina?

Non è forse vero? _(Pausa.)_ E taci! E taci ancora! E taci sempre! E

nulla è più desolante di questi tuoi silenzi! _(Sovreccitandosi)_ Io mi

ci perdo.... Io mi ci perdo come nel buio! Io mi ci perdo come

nell'ignoto!

_Caterina_

_(con debole accento)_ Scusami, Ludovico.... Stasera ho qualche cosa

qui, alla gola, che mi trattiene la parola, che mi trattiene la voce.

Sono nervosa.... Non avertelo a male.... Volevo stare un poco vicino a

te. Anzi, volevo proprio parlare con te. Sono venuta qui apposta per

questo.... Ma vedo che sarà meglio ch'io vada a riposare. _(Alzandosi)_

Parleremo domani.... Diremo molte cose.... Ma stasera no, niente. Tu,

cerca di lavorare. Il lavoro ti distrarrà. Così potessi lavorare

anch'io! _(Si avvicina a lui.)_

_Ludovico_

_(la guarda con occhi docili.)_

_Caterina_

Tragedie dell'anima · 第 15 / 35 题