Verso la fine del mese di aprile dell'anno 1655 terminò i suoi giorni
il Doge Francesco Molino, il quale con la moderazione de' costumi e
con la integrità dell'animo minorava l'asprezza del suo aspetto e
delle sue maniere indurite dalla vita militare e guerriera. Fu scelto
a Doge Carlo Contarini, ornato egli pure di tutte le egregie virtù
praticate nei reggimenti dello stato e nelle interne magistrature. Di
questo Doge una sola medaglia esiste, siccome quegli che un anno solo
nel principato rimase, morto essendo nel mese di maggio dell'anno
1656. Offre dessa sul diritto il solito tipo di san Marco, che
benedice il Doge a' suoi piedi, lo stendardo della patria
consegnandogli con le parole: [SC[S. M. VEN. CAROL. CONT. DVX.]SC], e
nell'esergo [SC[F. C.]SC], Francesco Corner massaro. Nel rovescio un
fiore di elianto o girasole aperto con la epigrafe intorno: [SC[OCVLI.
MEI. SEMPER. AD. DOMINVM. ANNO. I]SC]. Un tale emblema appieno convenire
poteva alla vita ed ai costumi del Doge, il quale dopo essersi
prestato al servizio interno del proprio Governo, dalla solitudine
della casa fu in mezzo ai molti concorrenti all'onore del soglio
chiamato, mentre meditava di condurre una vita beata nella
contemplazione delle celesti cose, in compagnia di una illustre
consorte, che, piena di rara pietà, sdegnando di coprirsi col fulgore
del diadema, amava di risplendere con la religione e con la modestia.
[T1] FRANCESCO CORNARO.