Francesco Donato, il quale era stato competitore del Lando, ed aveagli
ceduto affine di non recar danno alla patria per la guerra che allora
e in terra e in mare ardeva, troppo a lungo la creazione protraendo,
aveva coperto i reggimenti di Rovigo, Vicenza, Padova ed Udine, e
sostenuti i gradi di Senatore, Savio, Capo dei Dieci, Consigliere e
Procuratore. Fu a Doge creato a' ventidue di novembre dell'anno 1545,
e morì in maggio del 1553, e quindi sette furono le Oselle col di lui
nome segnate. La profonda pace sotto gli auspicii del suo ducato
goduta, nella quale le arti belle a nuova vita risorsero, niuna
circostanza particolare somministrò ai tipi delle sue medaglie, le
quali conservano la consueta impronta nel diritto di san Marco seduto,
ed il Doge in ginocchio, che da lui riceve lo stendardo col motto:
[SC[S. M. VENETUS. FRANCISCUS. DONATO. DUX.]SC], adoperandosi per la prima
volta tutta intiera la parola [I[Venetus]I] mentre da prima scrivevasi
[I[Venet]I]., abbreviatura di [I[Venetiarum]I], e nel rovescio
[SC[FRANCISCUS. DONATO. PRINCIPIS. MUNUS. ANNO. I]SC]. Nell'anno quinto
s'incominciò ad aggiungere nell'Osella una donna togata, con regia
corona in capo, il cornucopia appoggiato e tenuto dal braccio
sinistro, e con la destra mano tesa sulla spalla del doge, la quale
può rappresentare l'abbondanza e la pace che in quegli anni la
Repubblica godeva (fig. 6). Negli anni successivi continuossi lo
stesso tipo, e non ebbe luogo alterazione veruna nelle inscrizioni e
leggende, e solo la indicazione degli anni variossi ([I[lett]I]. a).
[T1] MARC'ANTONIO TRIVIGIANO.