XXI.

Il giorno dopo arrivarono alle Poggiola due lettere, che Giacomo depose

al solito sulla scrivania del padrone assente. Erano queste:

_Ill.mo signor Conte,_

In obbedienza ai suoi riveriti ordini significatimi con pregiatissima

lettera del dì 15 stante, intorno alla prolungata assenza del signor

Luigi, già segretario ed ora facente funzione di cassiere, assenza

tanto dall’ufficio, quanto dalla sua casa di abitazione, via de’

Pucci, n. 5, secondo piano, ove da sei giorni non si è più veduto; mi

faccio un dovere di notificarle che stamani con l’opera del fabbro,

in presenza del notaro e di due testimoni cogniti ed idonei, si è

aperto la cassa dello scrittoio, la cui chiave sta nelle mani del

signor Luigi summentovato; e numerati così i denari contanti, come i

titoli contenutivi (de’ quali tutti Le unisco qui analoga noticina) e

confrontate le somme con quelle da me segnate nei libri di riscontro,

si è trovato tutto essere in regola; salvo un’eccedenza di lire dugento

quindici, verificatasi nella cassa e proveniente dallo stipendio del

mese di marzo spettante al più volte ricordato signor Luigi, stipendio

da me già allibrato, ma da lui non peranche riscosso.

E in attesa de’ suoi pregiati comandi ho il bene di segnarmi con

profondo ossequio

Di Lei Ill.mo signor Conte,

_Dallo scrittoio, 21 aprile,_

Devot. e Obblig. Servo

TORELLO SAVI, computista.

Altra della stessa data:

_Ill.mo signor Conte,_

Aggiungendo ragguagli alla mia di stamani, mi faccio un dovere di

parteciparle senza frapporre indugio, che ieri sera, sulle sponde

dell’Arno presso il ponte di Signa, fu rinvenuto da alcuni pescatori il

cadavere del povero signor Luigi. I magistrati, accorsi prontamente sul

luogo, pare riconoscessero che l’infelice si era da sè volontariamente

gettato nel fiume. S’ignorano fin qui le cagioni che possono averlo

condotto a risoluzione così deplorevole.

Racconti(#75764) · 第 33 / 69 题