Il coro canta giulivo: _Gloria, gloria in excelsis Deo!_

Sono voci di fanciulli che scendono dall'alto della cantoria nella

chiesa, accompagnate dal suono grave dell'organo e da alcuni violini,

sapientemente toccati.

Le voci erano così dolci, così soavi, così carezzevoli. Sembrava udire

il canto degli angeli nella notte di Natale.

Fuori imperversa la bufera; il vento scuote le gigantesche invetriate

multicolori, attraverso le quali giunge scarsa la luce scialba di

quella mattina; nel suo cuore imperversavano pure le bufere, ed

intanto i fanciulli cantavano il loro _Gloria in excelsis Deo!_

Subentra un coro di uomini forte, solenne.

_Et in terra pax...._

Egli ride ironicamente.

Pace! Quale menzogna! Dal giorno della nascita del bambino ebreo ad

oggi si ripete la bugiarda promessa. _In terra pax!_ Ma quando mai

venne pace alla terra?

Il coro continua:

_Hominibus bonae voluntatìs._

Queste parole sono una rivelazione.

Pace agli uomini di buon volere!

Ed il mondo non vuole la pace! A chi si deve ascrivere la mancanza di

pace?

Non ode altro.

Non è per la colpa della Chiesa e del Nume, se pure esso esiste, che

la pace non regna sul mondo, ma per la mala volontà degli uomini.

Gli angeli annunziarono la pace. Non crede che furono gli angeli, ma

l'annunzio fu dato. Si promise la pace ma si chiese in cambio buon

volere Qual meraviglia, se gli uomini non avendo offerto la loro buona

volontà non abbiano avuto la sospirata pace?

La pace? Poteva egli portare al mondo la vera pace, fondata su di una

forte, ben sentita e ben radicata anarchia, se gli uomini non erano di

buon volere?

A che cosa avrebbe giovato il gettito della bomba se gli uomini, ed i

più bisognosi, i più reietti in modo speciale, facevano brutto viso

all'anarchia e si rifiutavano di occuparsi della loro misera sorte e

di cercare i remedi opportuni al loro male ed a quello della società?

Doveva gettare la bomba?

Non in chiesa.

Dunque sulla via; in qualche ritrovo di ricchi, di gaudenti, al caffè,

in teatro?

Con qual profitto?

Urgeva qualche cosa di ben più importante. Bisognava organizzare le

file anarchiche e fare la propaganda al vangelo dell'anarchia. Un

libro anarchico, diffuso in migliaia di esemplari, avrebbe giovato

assai di più di cento bombe.

Non doveva dunque lanciarla?

Narciso Rossi che cosa avrebbe detto? Lo avrebbe schernito, avrebbe

raccontato a tutti la sua viltà, perchè egli, l'idealista, si era

rifiutato di aiutarlo, per disciplina di partito, per stare agli

ordini dei superiori, mentre l'altro, il ribelle, l'audace, non aveva

trovato il coraggio necessario. Da vero bambino aveva bisogno di un

compagno, e da solo non sapeva, non poteva fare nulla... Sentì uno

sdegno infinito contro Narciso Rossi e la brama di punirlo. Voleva

affrontarlo, giungere a lui, costringerlo ad uscire in sua compagnia,

menarlo in qualche ritrovo e allora lanciare la bomba, per

compromettere lui pure, per unirlo alle altre vittime e per fargli

subire la morte del traditore.

Non ne poteva più in chiesa. Si fece largo tra la folla, giunse

all'uscio e passò sulla via.

Il vento soffiava più forte che mai; la neve scendeva fitta; i

passanti procedevano frettolosi; nessuno si curava dell'uomo, che

portava sul petto la morte.

Un grido, un urlo. Una fanciulla è scivolata; fa degli sforzi immensi

per tenersi in piedi ed urla dalla paura, dallo spavento di dover

stramazzare al suolo, a rischio di rompersi le gambe e le braccia.

Egli le è vicino; ad un passo di distanza. Corre da lei per aiutarla.

Essa getta disperata le braccia al suo collo, per sostenersi a lui:

una fanciulla modesta, poveramente vestita. Dal collo le pende una

medaglina della Madonna.

Povera fanciulla; la sua esile persona cozza col suo maschio petto sul

quale riposa la bomba. Un rombo terribile, spaventoso, e sul suolo

candido di neve giacciono due cadaveri insanguinati, sfracellati,

orrendamente mutilati, sui quali scende fitta, fitta la neve, coprendo

tutti e due, l'assassino e l'assassinata, di un candido mantello.

Candido per l'umile vergine, che era stata quella mattina alla

Comunione ed ora si recava con un incarico della madre inferma dalla

zia. Candido anche per lui, l'assassino, che era colpevole al cospetto

degli uomini.

Lo era anche al cospetto di Dio?

La grazia aveva picchiato al suo cuore più volte, e specialmente

quella notte nel sonno; ed egli le aveva fatto il sordo. Ma quante

volte disprezziamo la grazia, perchè non la conosciamo, perchè ci

hanno insegnato a non farne conto, perchè ci hanno educato male?

Quante volte tutta la colpa non l'abbiamo noi, ma essa è di coloro che

ci hanno educato, dell'ambiente, di quel libro, che fu galeotto come

chi lo scrisse?

Dio solo conosce tutto: l'ambiente nel quale ci troviamo e le cause

del nostro traviamento.

Non dobbiamo perciò disperare della salvezza spirituale di nessuno e

pregare per tutti.

Perchè, se è grande la giustizia di Dio, ben maggiore ne è la

misericordia.

Quando noi abbiamo da agire riflettiamo alla sua giustizia; quando

abbiamo da giudicare pensiamo agli abissi della sua misericordia

infinita.

I sogni dell'Anarchico · 第 46 / 49 题