CAP. XCII.

_Come l’imperadore giunse a Roma._

Carlo nominato nel battesimo Vincislao, figliuolo del re Giovanni,

figliuolo dell’imperadore Arrigo di Luzimborgo re di Boemia, eletto

imperadore, giunto a Roma il giovedì santo, entrò nella città

sconosciuto, e a modo di romeo vestito di panno bruno con molti suoi

baroni, e andò il venerdì e il sabato santo a vicitare le principali

chiese di Roma in forma di pellegrino, e per modo che da niuno

forestiero o paesano potea essere conosciuto chi fosse l’imperadore:

e la mattina innanzi dì, vegnente la Resurrezione, uscì di Roma con

la maggiore parte della sua gente, per entrare la mattina della

santa Pasqua palesemente in Roma, per venire alla sua coronazione

manifestamente. Il popolo di Roma per ordine de’ loro Rioni, co’ suoi

principi e con tutto il chericato con solenne processione gli uscirono

incontro fuori della città, e trovaronlo apparecchiato; e fattogli la

debita salutazione e reverenza, con somma allegrezza e festa, e con

grande moltitudine di cavalieri romani e paesani e strani, oltre alla

sua cavalleria, condussono lui innanzi e l’imperatrice appresso nella

città di Roma, e menaronlo alla Basilica del principe degli Apostoli

san Piero, la mattina innanzi la messa, e là smontati. Qui si faccia

fine al nostro quarto libro, per fare cominciamento al quinto della sua

coronazione.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 209 / 214 题