_Come l’imperadore giunse a Roma._
Carlo nominato nel battesimo Vincislao, figliuolo del re Giovanni,
figliuolo dell’imperadore Arrigo di Luzimborgo re di Boemia, eletto
imperadore, giunto a Roma il giovedì santo, entrò nella città
sconosciuto, e a modo di romeo vestito di panno bruno con molti suoi
baroni, e andò il venerdì e il sabato santo a vicitare le principali
chiese di Roma in forma di pellegrino, e per modo che da niuno
forestiero o paesano potea essere conosciuto chi fosse l’imperadore:
e la mattina innanzi dì, vegnente la Resurrezione, uscì di Roma con
la maggiore parte della sua gente, per entrare la mattina della
santa Pasqua palesemente in Roma, per venire alla sua coronazione
manifestamente. Il popolo di Roma per ordine de’ loro Rioni, co’ suoi
principi e con tutto il chericato con solenne processione gli uscirono
incontro fuori della città, e trovaronlo apparecchiato; e fattogli la
debita salutazione e reverenza, con somma allegrezza e festa, e con
grande moltitudine di cavalieri romani e paesani e strani, oltre alla
sua cavalleria, condussono lui innanzi e l’imperatrice appresso nella
città di Roma, e menaronlo alla Basilica del principe degli Apostoli
san Piero, la mattina innanzi la messa, e là smontati. Qui si faccia
fine al nostro quarto libro, per fare cominciamento al quinto della sua
coronazione.