_Come i Fiorentini per la venuta dell’imperadore a Pisa si provvidono._
Sentendo i Fiorentini l’avvenimento dell’eletto imperadore a Pisa, non
avendo alcuna cosa provveduto dinanzi quando era a Mantova, ove ciò che
avessono voluto da lui avrebbono di suo buon grado impetrato, stavano
in consiglio se dovessono ubbidire o contradiare: ed essendone la città
tutta in vari e indeterminati consigli, presono di fare dodici uficiali
ch’andassono per tutto il contado con ordinata balìa, di fare riducere
tutta la vittuaglia nelle terre murate e nelle castella forti, e ogni
altra cosa di valuta, e diedono voce di volere prendere difesa, e non
con accettare l’imperadore, per non sottomettere la franchigia del
comune ad alcuna signoria; e quanto che in fatto questa provvigione
avesse poco effetto, pure fu utilmente provveduto, per non mostrare
viltà o paura, e per dare intendere all’eletto imperadore e al suo
consiglio che il comune di Firenze s’apparecchiava alla sua difesa; e
nondimeno elessono sei cittadini per mandarli a lui come fosse riposato
in Pisa, per trattare accordo con lui, se rimanendo in libertà il
potessono trovare. E questo fu ordinato e fatto in Firenze a dì 11 di
gennaio del detto anno.