CAP. XLI.

_Come i Fiorentini per la venuta dell’imperadore a Pisa si provvidono._

Sentendo i Fiorentini l’avvenimento dell’eletto imperadore a Pisa, non

avendo alcuna cosa provveduto dinanzi quando era a Mantova, ove ciò che

avessono voluto da lui avrebbono di suo buon grado impetrato, stavano

in consiglio se dovessono ubbidire o contradiare: ed essendone la città

tutta in vari e indeterminati consigli, presono di fare dodici uficiali

ch’andassono per tutto il contado con ordinata balìa, di fare riducere

tutta la vittuaglia nelle terre murate e nelle castella forti, e ogni

altra cosa di valuta, e diedono voce di volere prendere difesa, e non

con accettare l’imperadore, per non sottomettere la franchigia del

comune ad alcuna signoria; e quanto che in fatto questa provvigione

avesse poco effetto, pure fu utilmente provveduto, per non mostrare

viltà o paura, e per dare intendere all’eletto imperadore e al suo

consiglio che il comune di Firenze s’apparecchiava alla sua difesa; e

nondimeno elessono sei cittadini per mandarli a lui come fosse riposato

in Pisa, per trattare accordo con lui, se rimanendo in libertà il

potessono trovare. E questo fu ordinato e fatto in Firenze a dì 11 di

gennaio del detto anno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 158 / 214 题