_Le novità seguite in Pistoia._
Essendo ordine in Pistoia che balia per li fatti del comune non si
potesse dare a’ suoi cittadini, nato da sospetto delle loro sette,
trovandosi capitano della guardia per lo comune di Firenze messer
Gherardo de’ Bordoni il quale favoreggiava i Cancellieri e la loro
parte, era in que’ dì fatto un processo per l’inquisitore de’ paterini
contro a certi cittadini di Pistoia, di che tutto il comune si gravava;
e a riparare a questo, convenne che balìa si desse a certi cittadini.
L’industria de’ Cancellieri, coll’aiuto del capitano, fece tanto, che
la balìa fu data a certi uomini tutti della parte de’ Cancellieri,
i quali intesono ad abbattere in comune lo stato de’ Panciatichi, e
di presente aggiunsono al numero del consiglio del comune, che avea
quaranta uomini, della parte de’ Cancellieri; e intendendo di fare
più innanzi, i Panciatichi per paura, e per non essere criminati
dal capitano se ne vennono a Firenze: gli altri cittadini vedendosi
ingannati da quelli della balìa corsono all’arme, e abbarrarono le vie,
e catuno s’afforzava per combattere e per difendere. In questo tempo
de’ romori di Pistoia, messer Ricciardo Cancellieri fu notificato a
Firenze per lo Piovano de’ Cancellieri suo consorto, ch’egli volea fare
al comune certo tradimento. E chiamato in giudicio a Firenze l’uno
e l’altro, e dato balìa per lo comune al capitano della guardia di
Firenze di potere conoscere sopra la causa, furono messi in prigione, e
trovato che non era colpevole messer Ricciardo, fu liberato, e ritenuto
il Piovano, e mutato in Pistoia nuovo capitano. Il comune di Firenze
mandò in Pistoia ambasciadori, e con loro i Panciatichi, e racquetato
lo scandalo tra i cittadini, si riposarono in pace.