CAP. XC.

_Dice de’ leoni nati in Firenze._

E’ non pare cosa degna di memoria a raccontare la natività de’ leoni,

ma due cagioni ci stringono a non tacere: l’una si è, perchè antichi

autori raccontano che in Italia non nascono leoni, l’altra, che

dicono che i leoni nascono del ventre della madre morti, e che poi

sono vivificati dal muggio della madre e del leone fatto sopra loro:

e noi avemo da coloro che più volte gli vidono nascere, che il loro

nascimento è come degli altri catelli che nascono vivi: all’altra parte

è risposto per lo loro nascimento, più e diverse volte avvenuto nella

nostra città, e in questo anno, del mese di novembre, ne nacquero in

Firenze tre, de’ quali l’uno si donò al duca di Osteric, che per grazia

il domandò al nostro comune; e il leone padre vedendosi tolto l’uno de’

suoi leoncini se ne diè tanto dolore, che quattro dì stette che non

volle mangiare, e temettesi che non morisse. E perch’elli stavano in

luogo stretto ove si batte la moneta del comune, ne furono tratti, e

dato loro larghezza di case, e di cortili, e di condotti nelle case che

il duca d’Atene avea fatte disfare per incastellarsi, che furono de’

Manieri, dietro al palagio del capitano e dell’esecutore in su la via

da casa i Magalotti, ove stanno al largo, e bene.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 94 / 214 题