_Come i Fiorentini soccorsono Barga e sconfissono i Castracani._
Del mese d’ottobre del detto anno, essendo stata la terra di Barga
in Garfagnana del comune di Firenze assediata quattro mesi e più da
messer Francesco Castracani degl’Interminelli di Lucca coll’aiuto
dell’arcivescovo di Milano, per modo che più non si potea tenere per
difetto di vettuaglia, il comune di Firenze, quanto che quella terra
gli fosse di grande costo e di piccola utilità, per non abbandonare
gli amici ragunò a Pistoia seicento barbute e ventimila masnadieri,
accomandati a messer Ramondo Lupo da Parma capitano di guerra, il
quale maestrevolmente a dì 7 d’ottobre, la notte, si mosse colla gente
e colla salmeria per la montagna di Pistoia, dando vista d’andarla a
fornire da Sommacologna. E mandati cinquecento fanti con parte della
salmeria per quella via, innanzi il dì traversò da Seravalle e misesi
per la Valdinievole, e cavalcato per lo contado di Lucca, il dì di
santa Reparata si trovò in Garfagnana nel piano dinanzi al Borgo a
Mezzano in sul passo, dov’era messer Francesco con trecento cavalieri
e con millecinquecento fanti buona gente d’arme alla guardia, il quale
si mise fuori del borgo colle schiere fatte, prendendo l’avvantaggio
del terreno. Il capitano de’ Fiorentini avendo confortata la sua
gente di ben fare, in sull’ora del mezzo dì percosse a’ nimici con
sì fatto empito, che in poca d’ora gli ebbe rotti e sbarattati, e
morti da cinquanta in sul campo, e centoventi n’ebbono a prigioni, e
tolto l’arme e’ cavalli li lasciarono alla fede. E preso il Borgo a
Mezzano, messer Francesco campato della battaglia si fuggì in Uzzano. I
Fiorentini coll’empìto di questa vittoria senza arresto se n’andarono
a Barga, e trovando abbandonati i battifolli, ch’erano quattro, gli
presono e arsono, e la vittuaglia ch’aveano portata e la guadagnata
misono in Barga, e fornitala doppiamente, tornati per la via ond’erano
andati, con vittoria se ne tornarono e Pistoia.