_Novità state a Roma._
All’entrata del mese di settembre del detto anno, il rettore del
popolo romano oltraggiato da Luca Savelli, e male ubbidito dal popolo,
volle ragunare il parlamento per rinunziare la signoria. Nel popolo
nacque dissensione, che chi volea che rinunziasse, e chi nò. In questa
contenzione messer Rinaldo Orsini, ch’era senatore, prese l’arme, e
seguitato dal popolo, cacciò di Roma Luca Savelli co’ suoi seguaci,
ma poco stettono fuori, che si tornarono dentro. Il rettore volendo
fortificare il popolo con ordini, acciocchè i principi non avessono
soperchia audacia, fece richiedere il popolo per rioni a bocca, e
appresso colla campana: e non raunandosi, prese sospetto della sua
persona; e trovando in sua balia seimila fiorini d’oro, che la Chiesa
avea donati al popolo per aiutare mantenere quell’uficio, e altri
denari ch’egli avea accolti, si partì di Roma e andossene in Abruzzi,
e comperato uno castello si stette nel paese, avendo abbandonata la
snervata repubblica, meritandolo per la sua incostanza.