_Come i Perugini e’ Fiorentini tornarono a guastare Cortona._
I Perugini avuta la vittoria di Bettona, colle masnade del comune di
Firenze ritornarono sopra la città di Cortona essendo messer Currado
Lupo uscito del Regno all’Orsaia con cinquecento barbute, il quale
si stette di mezzo senza pigliare arme; e i Perugini guastarono le
ville intorno a Cortona come seppono il peggio. In questi medesimi dì,
all’uscita d’agosto del detto anno, de’ cavalieri dell’arcivescovo
ch’erano tornati al Borgo a san Sepolcro si partirono milledugento
barbute, e andarono su quello d’Arezzo, e posonsi in sulla Chiassa,
e afforzarono di steccati certo poggio sopra il campo per più loro
salvezza: e quivi si misono per vernare in luogo dovizioso e grasso. E
per ingannare gli Aretini cominciarono a comperare e a pagare derrata
per danaio, non facendo vista d’alcuna violenza. E quando si vidono
forniti, cominciarono a cavalcare per lo contado, e fare preda di
bestiame e d’uomini e di ciò che trovavano senza avere contasto. E
questo avvenne, che alquanti cittadini, meno di sette, avendo occupato
il reggimento di quella città, per tema di loro stato presono gelosia
de’ Fiorentini, e innanzi soffersono il danno da’ nemici, che volessono
l’aiuto dagli amici. I Fiorentini nondimeno tennoro ottocento cavalieri
alle frontiere di Valdarno, e raffrenavano alquanto le loro gualdane,
e salvarono il loro distretto. Gli Aretini lungamente furono tribolati
da quella gente, per la singolare non debita paura di pochi loro
cittadini, come detto abbiamo.