CAP. XXIX.

_Come i Perugini e’ Fiorentini tornarono a guastare Cortona._

I Perugini avuta la vittoria di Bettona, colle masnade del comune di

Firenze ritornarono sopra la città di Cortona essendo messer Currado

Lupo uscito del Regno all’Orsaia con cinquecento barbute, il quale

si stette di mezzo senza pigliare arme; e i Perugini guastarono le

ville intorno a Cortona come seppono il peggio. In questi medesimi dì,

all’uscita d’agosto del detto anno, de’ cavalieri dell’arcivescovo

ch’erano tornati al Borgo a san Sepolcro si partirono milledugento

barbute, e andarono su quello d’Arezzo, e posonsi in sulla Chiassa,

e afforzarono di steccati certo poggio sopra il campo per più loro

salvezza: e quivi si misono per vernare in luogo dovizioso e grasso. E

per ingannare gli Aretini cominciarono a comperare e a pagare derrata

per danaio, non facendo vista d’alcuna violenza. E quando si vidono

forniti, cominciarono a cavalcare per lo contado, e fare preda di

bestiame e d’uomini e di ciò che trovavano senza avere contasto. E

questo avvenne, che alquanti cittadini, meno di sette, avendo occupato

il reggimento di quella città, per tema di loro stato presono gelosia

de’ Fiorentini, e innanzi soffersono il danno da’ nemici, che volessono

l’aiuto dagli amici. I Fiorentini nondimeno tennoro ottocento cavalieri

alle frontiere di Valdarno, e raffrenavano alquanto le loro gualdane,

e salvarono il loro distretto. Gli Aretini lungamente furono tribolati

da quella gente, per la singolare non debita paura di pochi loro

cittadini, come detto abbiamo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 33 / 214 题