_Come fu sconfitto il conte di Caserta._
Seguitando i rivolgimenti dello sviato Regno, ci occorre in questi dì
come il duca d’Atene conte di Brenna, il quale altra volta per la sua
incostante tirannia meritò a furore essere cacciato della signoria
di Firenze, essendo tratto di Francia all’odore dello sviato Regno
non con intera fede, con sue masnade di cavalieri franceschi fece in
Puglia spontanea guerra contro al conte di Caserta, figliuolo che fu
di messer Diego della Ratta conte camarlingo, il quale era con gente
d’arme a Taranto, e con assentimento del re Luigi guerreggiava le terre
del detto duca, secondo la comune voce; l’infermità del Regno non
consentiva nè in guerra nè in pace cose aperte nè chiari movimenti. Il
detto duca accolti de’ paesani, co’ suoi Franceschi combattè col conte
e sconfisselo, facendo alla sua gente grave danno. E rifuggito il detto
conte in Taranto per sua sicurtà, del detto anno, del mese di Maggio,
per lo detto duca fu lungamente senza frutto assediato.