Rendendo spesso testimonianza delle mutevoli cose del mondo ogni
stato umano, non è da pensare cosa maravigliosa quella che ha fatto
maravigliare ne’ nostri dì ovunque la sua fama aggiunse. E domandando
la debita materia di fare cominciamento al terzo libro, possiamo con
ragione dire, che la corona dell’imperiale maestà e il suo regno, alla
quale dipendea la monarchia dell’universo, era Roma coll’italiana
provincia, delle provincie della quale ne’ nostri tempi la città di
Firenze, Perugia e Siena, seguendo alcune orme di quella, per li tempi
avversi dello sviato imperio, in segno della romana libertà, avendo
veduto per li tempi passati l’incostanza degl’imperadori alamanni avere
in Italia generate e accresciute tirannesche suggezioni di popoli,
hanno mantenuto la franchigia e la libertà discesa in loro dall’antico
popolo romano: e zelanti di non sostenere quella a tirannia, molte
volte per diversi e lunghi tempi apparvono contradi all’imperiale
suggezione, intanto che non si poteva in questi popoli sostenere
senza sospetto, senza pericolo e senza infamia il raccontamento
dell’imperiale nome. E come subitamente gli animi di que’ popoli e de’
loro rettori per paura del potente tiranno arcivescovo di Milano si
cambiarono, procurando l’amistà e l’avvenimento in Italia di messer
Carlo re di Boemia eletto imperadore, i movimenti già narrati, e le
operazioni che appresso ne seguirono, seguendo nostro trattato il
dimostreremo.