BALIA di Cintia, ERASTO, PEDOFILO.
BALIA. (Veggio Pedofilo ed Erasto che gareggiano insieme. Iddio mi
aiti!).
ERASTO. Balia balia, vien qui per amor mio!
BALIA. (Oimè misera, dove sono inciampata! o terra, apriti e divorami!
adesso fia per discoprirsi il tutto. O figlia, dove m'hai tu
ridotta!).
ERASTO. Vien qui tosto, di grazia.
BALIA. Vo in fretta per un servigio di grandissima importanza. (O Dio,
come potrei scampare?).
ERASTO. Non può esser di maggior importanza di quello che si tratta
ora.
PEDOFILO. (Oh, come il testimonio viene mal volentieri all'essamina!).
BALIA. Eccomi, che volete?
ERASTO. Balia mia cara, or non è piú tempo di nasconderci: ché ben sai
che Amasia è mia moglie, però senza respetto alcuno narra alla libera
il fatto come è passato.
BALIA. Che volete saper da me meschina? io non so nulla. (O Dio, in
che intrigo mi ritrovo!).
ERASTO. Narra quanto sai di me e della figlia di questo gentiluomo.
BALIA. Non so che dirvi.
ERASTO. Tu non sei stata la mezana tra me e Amasia e principio de'
nostri amori? non sai come sia meco giaciuta e sia mia moglie?
BALIA. L'avete detto voi: a che vi giova che lo redica?
PEDOFILO. (Non lo vuol dir di bocca sua).
ERASTO. Vo' che l'accerti in presenza di suo padre.
BALIA. Lo dissi, è vero.
ERASTO. Che cosa dicesti?
BALIA. Quello che avete detto voi.
ERASTO. Non abbiam fatto un traghetto nel muro divisorio fra l'uno e
l'altro, per il quale è passata ogni volta ch'è venuta a giacer meco?
BALIA. Cosí come voi dite.
PEDOFILO. O Iddio, che intendo!
ERASTO. È piú di quello che avete inteso?--Dimmi, non è ella di me
pregna e omai è sul mese del partorire?
BALIA. Quanto dite è cosí.
PEDOFILO. Non ti vergogni tu, feminaccia del diavolo, con la tua falsa
testimonianza tôr l'onore e la fama a mia figliuola?
BALIA. Mi parto, ho da compir quel mio negozio.
ERASTO. Fermati un altro poco.--E la notte passata non è giaciuta meco
dalle due ore insino all'alba?
BALIA. Vero vero.
PEDOFILO. Falso, arcifalso, falsissimo, e ne menti centomila volte per
la gola, vecchia falsa, strega, ruffiana! Mira qua se tra noi v'è
questo vicolo in mezo: in qual muro avete voi fatto il traghetto? Se
dalle due ore di notte ha dormito in mia camera insino a giorno, come
fu in braccio di costui? Come ardisci tu dir che sia pregna, se il suo
ventre è piú ritirato in dentro che non è il mio?
BALIA. Adio adio, signori.
PEDOFILO. Mira che testimoni! Ma per mostrarvi che quanto dite di mia
figlia è tutto falso, son uomo di farla calar qua giú e che tu veggia
con gli occhi propri che non è pregna.
ERASTO. Di grazia, fatela calar qua giú, ché farò ch'ella confessi il
tutto in vostra presenza; ché giá non è piú tempo di tenersi nascosto
il fatto.
PEDOFILO. O di casa, fate che cali qua giú Amasia per cosa che importi
assai.--Che pregne? che sposi? che traghetti? imparate di grazia ad
esser piú continenti nel parlare.
ERASTO. Vi prego che voi tacciate: lasciate ragionar a me primo, ché
forse vergognandosi della vostra presenza non volesse accertarlo.
PEDOFILO. Farò come volete. Eccola che giá viene.